Addio al regolamento P2B, la Commissione difende la scelta davanti al Parlamento e scommette tutto su DSA e DMA

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La Commissione europea conferma l'intenzione di abrogare il regolamento P2B del 2019 e sostiene che DSA e DMA offrono già una protezione più efficace per le imprese che operano sulle piattaforme online. Il provvedimento fa parte del pacchetto Digital Omnibus presentato il 19 novembre 2025 e ora in discussione tra Parlamento europeo e Consiglio.

Bruxelles ha messo per iscritto le ragioni che la spingono a cancellare il regolamento P2B, la norma del 2019 pensata per proteggere le piccole imprese nei rapporti con le grandi piattaforme online. La risposta, firmata dalla vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, arriva dopo un’interrogazione dei deputati europei preoccupati per gli effetti della scelta e conferma quanto già annunciato nel pacchetto Digital Omnibus.

Le ragioni della Commissione europea

Secondo l’esecutivo comunitario il regolamento P2B è stato applicato in modo disomogeneo tra gli Stati membri e controllato con scarsa efficacia dalle autorità nazionali. La Commissione punta invece su Digital Services Act e Digital Markets Act come strumenti più solidi. Il DMA si concentra sui gatekeeper e impone obblighi e divieti proprio dove le piccole e medie imprese rischiano ritorsioni economiche, un passo più avanti rispetto alla semplice trasparenza richiesta dal P2B. Il DSA si applica invece a tutte le piattaforme online, con obblighi aggiuntivi calibrati sul rischio per quelle di dimensioni molto grandi e per i grandi motori di ricerca, riprendendo alcune previsioni del P2B su termini contrattuali, sistemi di raccomandazione e gestione dei reclami. Rimuovere il P2B toglierebbe quindi un livello di regolamentazione che la Commissione considera ormai ridondante, con effetti concreti sulla chiarezza normativa e sui costi di conformità per piattaforme e imprese.

Cosa cambia per imprese e piattaforme

Diversi deputati hanno segnalato che il regolamento P2B era finora lo strumento usato da alcune autorità nazionali della concorrenza per limitare il potere delle grandi piattaforme. La preoccupazione riguarda soprattutto la perdita di un livello di intervento vicino alle imprese. Un documento congiunto firmato da Austria, Belgio, Italia e Paesi Bassi ha ricordato che il P2B garantiva una prossimità e una sussidiarietà che DSA e DMA non replicano allo stesso modo, perché il DMA concentra l’enforcement a livello di Commissione e il DSA si basa in gran parte sul principio del paese d’origine. Senza il P2B le autorità nazionali perderebbero la possibilità di intervenire direttamente a tutela delle imprese stabilite nel proprio territorio, mentre l’enforcement europeo difficilmente riuscirebbe a coprire per intero questo spazio lasciato libero.

La proposta di abrogazione fa parte del pacchetto Digital Omnibus, presentato il 19 novembre 2025 e ora in discussione tra Parlamento europeo e Consiglio. Il testo prevede comunque un regime transitorio per alcune disposizioni del P2B, applicabili fino al 31 dicembre 2032.