Agenti IA sotto esame, l’agenzia tecnologica ONU avvia il primo quadro di regole globali

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L'ITU ha istituito il Focus Group on Trust and Identity for Humans and Agentic AI per definire identità, affidabilità e controllo umano sugli agenti IA. Il gruppo, guidato da Debora Comparin e Amir Banifatemi, terrà il primo incontro a Parigi a novembre e riferirà allo Study Group 17 dell'ITU-T.

L’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni ha annunciato durante l’AI for Good Global Summit di Ginevra la nascita di un nuovo gruppo di lavoro dedicato alla fiducia e all’identità digitale degli agenti IA. Il Focus Group on Trust and Identity for Humans and Agentic AI, siglato FG-TIDA, nasce mentre i sistemi di intelligenza artificiale evolvono da strumenti che rispondono a istruzioni verso agenti capaci di pianificare, decidere e agire con crescente autonomia.

Come nasce l’iniziativa dell’ITU

La co-presidente Debora Comparin ha spiegato che gli agenti IA negozieranno, effettueranno transazioni e prenderanno decisioni al posto delle persone. Per questo servono basi internazionali condivise. L’altro co-presidente, Amir Banifatemi, ha distinto due piani complementari nella missione del gruppo. L’identità stabilisce chi sta agendo in un determinato momento, mentre l’affidabilità determina come quell’attore si comporta nel tempo. Insieme, questi due elementi costituiscono la base per un’interazione sicura tra persone e sistemi autonomi. Anche la segretaria generale dell’ITU, Doreen Bogdan-Martin, ha collegato il futuro dell’intelligenza artificiale alla fiducia, invitando settore privato e istituzioni pubbliche, insieme al mondo accademico e alla società civile, a collaborare per costruirla. Il messaggio dell’agenzia punta su un linguaggio comune, perché senza di esso ogni organizzazione rischia di affrontare da sola un problema che riguarda l’intero ecosistema digitale.

Le attività che restano sotto controllo umano

Il mandato del FG-TIDA copre in particolare le transazioni finanziarie e la gestione delle infrastrutture critiche. In questi ambiti il controllo umano resta un requisito imprescindibile. Tra i rischi individuati dal gruppo figurano l’impersonificazione di persone o organizzazioni da parte di agenti autonomi, oltre all’esecuzione di azioni non autorizzate su sistemi digitali interconnessi. Il lavoro del FG-TIDA punta a costruire terminologia comune e architetture di riferimento per l’identità e la scoperta degli agenti. A questo si aggiungono modelli di fiducia pensati per l’intero ciclo di vita dei sistemi autonomi, un aspetto che il gruppo considera centrale per l’adozione futura di queste tecnologie da parte delle imprese.

Il gruppo lavorerà anche su meccanismi di interoperabilità per le credenziali digitali e su criteri di sicurezza utili a valutare in modo continuativo il comportamento degli agenti IA. Una roadmap di standardizzazione condivisa dovrà infine coordinare l’azione tra le diverse comunità di esperti coinvolte nel progetto. Il FG-TIDA è aperto a specialisti tecnici e legali, oltre a esperti di policy provenienti da tutto il mondo, e riferirà i propri risultati al gruppo di studio ITU-T Study Group 17, dedicato agli standard di sicurezza. La prima riunione del gruppo si terrà a Parigi nel mese di novembre, mentre la composizione completa della leadership sarà definita nelle prossime settimane.