L’Unione europea corregge il calendario di applicazione dell’AI Act e concede alle imprese più tempo per adeguarsi alle norme sui sistemi di intelligenza artificiale considerati più delicati. Il nuovo regolamento, indicato come AI Omnibus, interviene sul testo approvato nel 2024 senza toccarne l’impianto basato sul rischio, ma sposta in avanti le scadenze più onerose per gli operatori del settore.
Il rinvio degli obblighi per i sistemi ad alto rischio
I sistemi disciplinati dall’allegato III dell’AI Act, che comprendono biometria, infrastrutture critiche, istruzione, occupazione, migrazione e controllo delle frontiere, dovranno rispettare i nuovi requisiti a partire dal 2 dicembre 2027.
Il regolamento, identificato come Regolamento (UE) 2026/1744, nasce da un percorso legislativo avviato con una proposta della Commissione europea presentata a novembre 2025 e proseguito con un accordo raggiunto in trilogo a maggio 2026. Il Parlamento europeo ha approvato il testo il 16 giugno e il Consiglio lo ha adottato il 29 giugno. La pubblicazione in Gazzetta ufficiale è arrivata il 24 luglio, con l’entrata in vigore fissata al 27 luglio, terzo giorno successivo alla pubblicazione. Per i sistemi ad alto rischio integrati come componenti di sicurezza in prodotti già regolati da normative settoriali, tra cui macchinari, giocattoli e ascensori, il termine di applicazione slitta invece al 2 agosto 2028, un anno oltre la scadenza prevista per la maggior parte dei sistemi autonomi.
Gli obblighi di trasparenza restano confermati dal 2 agosto
Il rinvio riguarda esclusivamente le sezioni del capo III sui sistemi ad alto rischio. Gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 restano invece fissati al 2 agosto 2026.
Rientrano tra le regole confermate anche quelle sulla marcatura dei contenuti generati o manipolati da intelligenza artificiale, deepfake compresi, pensate per rendere riconoscibile ciò che nasce da un sistema automatico. La finestra per adottare soluzioni di marcatura leggibili dalle macchine, tra cui watermarking e metadati firmati, oltre a standard come il C2PA, si chiude invece il 2 dicembre 2026, un termine più stretto rispetto a quello previsto per i sistemi ad alto rischio.
Anche altre parti dell’AI Act restano invariate rispetto al testo originario. Il divieto delle pratiche considerate a rischio inaccettabile è in vigore dal 2 febbraio 2025 e non viene toccato dal rinvio, così come l’impianto sanzionatorio e gli obblighi previsti per i modelli di intelligenza artificiale per finalità generali. L’obbligo di alfabetizzazione all’IA cambia invece registro linguistico, il verbo “garantire” lascia spazio al più morbido “promuovere”, una modifica che attenua il tono senza eliminare la responsabilità delle organizzazioni sul tema. Anche l’istituzione degli spazi di sperimentazione normativa, i cosiddetti regulatory sandbox, viene rinviata al 2 agosto 2027.
Le semplificazioni per le PMI e il percorso del regolamento
Il pacchetto introduce inoltre misure pensate per le piccole e medie imprese, che ottengono più tempo per adeguarsi e una riduzione degli oneri documentali legati alla conformità. Le stesse agevolazioni vengono estese anche alle imprese a media capitalizzazione, categoria che finora restava esclusa dalle semplificazioni riservate alle PMI.
Il regolamento chiarisce inoltre la nozione di componente di sicurezza ai fini della classificazione dei sistemi ad alto rischio e attribuisce nuove competenze all’AI Office, l’ufficio europeo incaricato di sorvegliare l’applicazione uniforme delle norme sull’intelligenza artificiale negli Stati membri. Gli osservatori del settore stimano tra otto e quattordici mesi i tempi tecnici necessari per completare un processo di adeguamento alle regole sui sistemi ad alto rischio, un dato che spiega perché molte aziende avevano già avviato i programmi di conformità prima dell’annuncio del rinvio.
