Alexa compra al posto tuo anche su altri siti. Amazon ridisegna il futuro dell’e-commerce con l’intelligenza artificiale

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Amazon ha lanciato Alexa for Shopping, un assistente AI gratuito integrato nella barra di ricerca che sostituisce Rufus e consente di acquistare prodotti anche su siti di terzi tramite la funzione Buy for Me. Il servizio combina le capacità di Alexa+ con i dati di acquisto e navigazione degli utenti per offrire raccomandazioni personalizzate, confronto prezzi e ordini programmati su oltre 300 milioni di profili già attivi nel 2025.

Rufus è ufficialmente in pensione. Amazon ha annunciato il lancio di Alexa for Shopping, un assistente conversazionale basato su intelligenza artificiale che prende il posto del chatbot di acquisto introdotto nel 2024 e che nel corso del 2025 aveva già raggiunto oltre 300 milioni di utenti. Il nuovo servizio è disponibile gratuitamente per tutti gli utenti statunitensi collegati al proprio account, senza necessità di un abbonamento Prime né di dispositivi Echo, ed è accessibile sia dall’app Amazon che dal sito web.

Come funziona l’assistente AI integrato nella ricerca Amazon

Alexa for Shopping nasce dalla combinazione di due strumenti già esistenti nell’ecosistema Amazon: le capacità di ricerca e confronto prodotti di Rufus e la personalizzazione contestuale di Alexa+, la versione evoluta dell’assistente vocale basata su modelli generativi. La sintesi produce qualcosa di diverso dalla semplice somma delle parti.

Gli utenti possono digitare domande direttamente nella barra di ricerca dell’app oppure aprire la finestra dedicata di Alexa for Shopping. La ricerca per parole chiave rimane disponibile per chi sa già cosa vuole: in quel caso il sistema restituisce la classica pagina di risultati. L’assistente interviene quando la domanda è esplorativa o decisionale, come “qual è il miglior robot da cucina per chi cucina poco” o “quando ho ordinato l’ultima volta il detersivo”. Tra le funzioni operative ci sono il confronto simultaneo tra più prodotti selezionati dai risultati, la cronologia dei prezzi dell’ultimo anno visibile direttamente sulla scheda prodotto, la programmazione di ordini ricorrenti per articoli di consumo frequente e la possibilità di impostare azioni automatiche come l’aggiunta al carrello al raggiungimento di una soglia di prezzo. Le conversazioni e le abitudini di acquisto rilevate sui dispositivi Alexa-enabled alimentano nel tempo la capacità dell’assistente di affinare i suggerimenti, rendendo il sistema progressivamente più preciso per ogni singolo utente.

Il vantaggio competitivo che Amazon porta in questo campo è difficile da replicare per altri operatori. Secondo Neil Saunders di GlobalData Retail, pochi retailer al mondo dispongono di un patrimonio informativo paragonabile a quello accumulato da Amazon sulle abitudini dei propri clienti. Brad Jashinsky di Gartner aggiunge che la notorietà del brand Alexa, ben più radicata di quella di Rufus, contribuirà a portare gli assistenti AI per lo shopping a una platea ancora più ampia.

La funzione Buy for Me e le ricadute sull’ecosistema dei venditori

La novità più discussa del lancio è la funzione Buy for Me, che consente ad Alexa for Shopping di completare acquisti in autonomia anche su siti di rivenditori terzi, al di fuori del marketplace Amazon. L’assistente individua il prodotto, naviga sul sito esterno e finalizza la transazione per conto dell’utente, aprendo scenari che vanno ben oltre la semplice comodità. Sul piano della privacy e dell’autonomia dei sistemi AI negli acquisti, il dibattito è già aperto: delegare a un algoritmo la capacità di spendere denaro su qualsiasi sito comporta una catena di responsabilità che il quadro normativo attuale, tanto negli Stati Uniti quanto in Europa, non ha ancora definito con chiarezza. OpenAI aveva percorso una strada simile con la funzione Instant Checkout di ChatGPT, per poi ridimensionarla in favore di integrazioni con app dedicate dei retailer. Amazon punta nella direzione opposta, integrando tutto dentro la propria piattaforma.

Sul fronte dei seller terzi, la questione è altrettanto delicata. Inserendo Alexa for Shopping direttamente nei risultati di ricerca, Amazon occupa uno spazio che i venditori pagano per presidiare attraverso le inserzioni sponsorizzate, che rappresentano la voce principale del fatturato pubblicitario dell’azienda. Amazon ha dichiarato che la pubblicità sarà presente dove migliora l’esperienza di acquisto, ma le implicazioni concrete per chi investe in visibilità sulla piattaforma restano da verificare nei prossimi mesi.