Biglietti fantasma per il concerto di Ultimo, la Finanza oscura il sito truffa in tutta Italia

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Il Tribunale di Roma ha disposto il sequestro preventivo di un sito registrato su provider esteri che vendeva biglietti del concerto di Ultimo esauriti da oltre un anno. La Guardia di Finanza ha notificato l'oscuramento a tutti gli Internet Service Provider italiani dopo aver accertato che la piattaforma raccoglieva dati delle carte di pagamento degli utenti.

Un sito web registrato su server esteri prometteva ancora biglietti per il concerto di Ultimo a Tor Vergata del 4 luglio, nonostante l’evento risultasse sold out da tempo. La Guardia di Finanza di Roma ha individuato la piattaforma nell’ambito del monitoraggio costante della rete e ha coinvolto la Procura della Repubblica, che ha chiesto e ottenuto dal Tribunale un provvedimento urgente per bloccarne l’accesso in tutta Italia.

Come funziona il sequestro del sito

Il Tribunale di Roma, attraverso la sezione dei giudici per le indagini preliminari, ha firmato un decreto di sequestro preventivo. Lo strumento permette di bloccare rapidamente contenuti online quando esiste un pericolo concreto per gli utenti.

La Guardia di Finanza ha quindi notificato il provvedimento a tutti gli Internet Service Provider italiani, che sono stati obbligati a impedire l’accesso al sito dal territorio nazionale. Questo tipo di intervento non elimina fisicamente la piattaforma, che resta ospitata su server esteri fuori dalla giurisdizione italiana, ma la rende irraggiungibile per chi naviga dall’Italia. È lo stesso meccanismo già utilizzato contro i portali che trasmettono partite di calcio senza licenza o contro pagine costruite per imitare i siti di banche e servizi di pagamento. L’obiettivo, in questo caso, era fermare la raccolta di dati sensibili prima che il concerto si tenesse davvero, riducendo il numero di persone esposte al rischio.

Il funzionamento della truffa online

Il sito imitava una normale piattaforma di rivendita di biglietti, con una grafica curata e la possibilità di scegliere posti e settori. Chi cercava ancora un ingresso per il concerto trovava un’offerta apparentemente disponibile, sebbene i titoli veri fossero esauriti da mesi.

Una volta scelto il biglietto, il sito guidava l’utente verso una pagina di pagamento dove venivano richiesti i dati della carta di credito e il codice di sicurezza, informazioni che si aggiungevano ad altri dettagli legati al conto corrente. Questi dati non servivano a completare un acquisto reale, perché nessun biglietto sarebbe mai stato consegnato, ma finivano nelle mani di chi gestiva la piattaforma. Gli investigatori della Guardia di Finanza hanno ricostruito il funzionamento del sito proprio a partire da queste anomalie, osservando come l’offerta di posti disponibili non trovasse corrispondenza con la reale disponibilità dei biglietti dichiarata dagli organizzatori dell’evento fin dal 2025.

Al momento non è stato reso noto il numero di persone che hanno inserito i propri dati sul sito prima dell’oscuramento.