Indiscrezioni apparse sulla stampa racconta un progetto che difficilmente il pubblico avrebbe immaginato fino a poco tempo fa. La Commissione europea sta valutando la creazione di modelli di intelligenza artificiale capaci di ragionare come un funzionario UE esperto. L’idea nasce dentro una revisione su larga scala del funzionamento interno dell’esecutivo comunitario e punta a cambiare il modo in cui vengono gestiti analisi, redazione degli atti e processo decisionale quotidiano.
Un modello addestrato sulla mentalità del funzionario
L’obiettivo dichiarato nel documento è ambizioso. Un modello linguistico di grandi dimensioni, se addestrato correttamente, potrebbe elaborare la mole di informazioni complesse necessaria per assistere un funzionario nel proprio lavoro quotidiano. Il testo va oltre la semplice automazione di compiti ripetitivi e delinea uno strumento pensato per comprendere autonomamente il contesto istituzionale in cui opera, riducendo il bisogno di spiegazioni preliminari da parte di chi lo utilizza. Secondo il documento, l’intelligenza artificiale per sua natura comprenderebbe già le dinamiche interne dell’amministrazione, rendendo i processi più rapidi e coerenti e riducendo al tempo stesso il margine di errore umano nelle fasi di analisi e redazione. Questo spostamento dell’onere interpretativo dagli utenti al sistema rappresenta, nelle intenzioni di chi ha scritto il documento, il vero salto di qualità rispetto agli strumenti di IA generativa già disponibili all’interno della Commissione, pensati finora soprattutto per assistere singoli compiti piuttosto che per replicare un intero modo di ragionare.
Gli strumenti già in uso alla Commissione
Già da alcuni anni la Commissione utilizza GPT@EC, uno strumento interno che dà accesso a diversi modelli di intelligenza artificiale, compresi quelli open source e sovrani, permettendo l’elaborazione di dati riservati senza che questi vengano condivisi con soggetti esterni. Esiste inoltre un modello di dimensioni più contenute, sviluppato con l’obiettivo specifico di migliorare i risultati nelle lingue dell’Unione meno rappresentate nei grandi modelli commerciali, un problema che riguarda da vicino anche l’italiano rispetto a inglese, francese o tedesco. Il nuovo progetto descritto nel documento si muove su un piano diverso rispetto a questi strumenti già operativi, perché non punta a coprire una lacuna linguistica o a fornire un assistente generico, bensì a costruire un sistema che rispecchi la mentalità del funzionario UE e aziendale, con tutto ciò che questo comporta in termini di conoscenza delle procedure, del linguaggio tecnico e delle priorità istituzionali che guidano il lavoro quotidiano di chi opera dentro l’amministrazione europea.
Tempi e responsabilità del progetto
La regia del dossier è affidata al commissario al bilancio Piotr Serafin, che guida il più ampio processo di riforma interna della Commissione e presenterà le proprie raccomandazioni entro la fine dell’anno. Il piano della Commissione delinea anche una tempistica precisa per il progetto legato all’intelligenza artificiale istituzionale, con il lancio dei primi progetti pilota previsto entro diciotto mesi.
L’estensione del modello del funzionario UE a un perimetro più ampio dell’amministrazione è invece attesa entro tre anni.
