ChatGPT e Roblox saranno soggetti a regole più severe dell’UE sulle piattaforme

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La Commissione europea valuta la designazione di ChatGPT e Roblox come VLOSE e VLOP ai sensi del Digital Services Act, con una decisione attesa entro agosto 2026. OpenAI ha dichiarato 120,4 milioni di utenti medi mensili nell'UE per la funzione di ricerca, mentre Roblox ha riportato circa 48 milioni di utenti nello stesso periodo, entrambi sopra la soglia dei 45 milioni prevista dalla normativa.

La Commissione europea valuta l’inserimento di ChatGPT e Roblox nell’elenco dei servizi digitali sottoposti al regime più severo previsto dal Digital Services Act. Il portavoce Thomas Regnier ha confermato ai giornalisti che una designazione è assolutamente possibile, aggiungendo che la decisione potrebbe arrivare prima o poi. Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’annuncio ufficiale potrebbe essere formalizzato già nel mese di agosto.

Perché ChatGPT e Roblox rientrano nel perimetro del regolamento

La funzione di ricerca di ChatGPT verrebbe classificata come motore di ricerca online di dimensioni molto grandi. Roblox rientrerebbe invece nella categoria delle piattaforme di dimensioni molto grandi.

Entrambi i servizi hanno superato la soglia dei 45 milioni di utenti mensili nell’Unione europea, il parametro che attiva gli obblighi rafforzati previsti dal regolamento. OpenAI ha dichiarato lo scorso ottobre 120,4 milioni di utenti medi mensili nell’UE relativi alla funzione di ricerca del chatbot, un dato che supera ampiamente la soglia fissata dalla normativa. Roblox ha invece riportato circa 48 milioni di utenti europei nel semestre concluso lo scorso febbraio, numero che la Commissione ha detto di voler analizzare con attenzione prima di procedere. Vale la pena ricordare che ChatGPT come chatbot autonomo resta fuori dal perimetro del Digital Services Act, la designazione riguarderebbe esclusivamente la funzione con cui il sistema propone all’utente di effettuare ricerche sul web in risposta a determinate richieste ricevute.

Quali obblighi comporta la designazione per le due aziende

Una volta designati, i due servizi avrebbero quattro mesi di tempo per adeguarsi alle nuove regole.

Tra gli obblighi previsti figurano valutazioni annuali dei rischi sistemici legati a contenuti illegali, tutela dei minori, sicurezza pubblica e processi elettorali, oltre alla creazione di una funzione di compliance interna dedicata al rispetto del regolamento europeo.

Le aziende designate devono inoltre sottoporsi ad audit esterni indipendenti su base annuale e garantire l’accesso ai propri dati a ricercatori verificati e alle autorità competenti. Le sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi possono arrivare fino al 6% del fatturato globale annuo dell’azienda coinvolta. A febbraio la commissaria per la Tecnologia Henna Virkkunen aveva indicato il primo trimestre del 2026 come termine per concludere la procedura di valutazione su ChatGPT, obiettivo poi non rispettato dalla Commissione. Se confermata, la designazione porterebbe a 26 il numero complessivo di piattaforme e motori di ricerca sottoposti al regime più severo del Digital Services Act.