Cina, addio ai fidanzati virtuali IA dopo il giro di vite del governo contro i chatbot antropomorfi

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Le nuove norme della Cyberspace Administration of China vietano dal 15 luglio le funzioni di personalizzazione emotiva su Doubao, Qwen e Yuanbao, colpendo un settore che nel 2024 valeva 4,1 miliardi di yuan. La regolamentazione esclude i servizi privi di interazione emotiva continuativa e vieta l'accesso ai minori, mentre migliaia di utenti condividono online la propria reazione alla chiusura dei bot.

Milioni di utenti cinesi raccontano nelle chat online la fine improvvisa di un legame costruito con un’intelligenza artificiale, dopo che il governo ha imposto lo stop ai chatbot capaci di simulare un fidanzato o una fidanzata virtuale. Dietro la vicenda si nasconde un intervento normativo pensato per arginare la dipendenza emotiva verso questi strumenti, un fenomeno cresciuto rapidamente in tutto il paese e osservato con attenzione crescente anche fuori dai confini cinesi.

Perché la Cina ha fermato i chatbot fidanzati

Cinque dipartimenti governativi, tra cui la Cyberspace Administration of China, hanno stabilito che i chatbot antropomorfi non possono assecondare eccessivamente gli utenti né alimentare legami capaci di sostituire le relazioni reali. Il fenomeno dei compagni digitali non nasce con questa vicenda. In Cina esistono da anni assistenti capaci di simulare empatia, come XiaoIce di Microsoft Asia, diffuso su decine di piattaforme e costruito per riconoscere il contesto emotivo di chi scrive. Negli Stati Uniti, intanto, alcune famiglie hanno avviato cause legali contro OpenAI e Character.AI per presunte responsabilità legate a forme di dipendenza emotiva sviluppate da adolescenti nei confronti dei loro compagni virtuali. Le autorità cinesi hanno scelto di intervenire prima che situazioni simili si diffondessero su larga scala, puntando su una regolamentazione mirata agli strumenti con tratti di personalità e stili di comunicazione simili a quelli umani, disponibili in forma testuale, audio o video.

Cosa prevedono le nuove norme sui chatbot antropomorfi

Restano fuori dal perimetro normativo i servizi privi di interazione emotiva prolungata, come l’assistenza clienti, gli assistenti per il lavoro e gli strumenti di supporto allo studio.

Le regole vietano inoltre la fornitura di compagni virtuali ai minori e richiedono precauzioni specifiche quando gli utenti sono persone anziane, una fascia della popolazione più esposta alla solitudine. È vietata anche la generazione di contenuti che incitino alla sovversione del potere statale, un vincolo che si affianca alle disposizioni pensate per la tutela psicologica degli utenti.

Le principali piattaforme del paese si sono adeguate con rapidità. Doubao di ByteDance ha comunicato che la funzione dedicata agli agenti personalizzati sarebbe stata disattivata dal 15 luglio, con i dati delle conversazioni destinati a diventare inaccessibili tre mesi dopo. Qwen di Alibaba ha seguito un percorso simile, mentre Yuanbao di Tencent aveva già ridotto funzionalità paragonabili nei mesi precedenti, anticipando di fatto l’entrata in vigore della normativa nazionale.

Come reagiscono gli utenti alla fine dei fidanzati virtuali

Nelle chat dei principali servizi di intelligenza artificiale gli utenti hanno iniziato a salvare le cronologie delle conversazioni e a condividere il proprio dolore per la chiusura dei bot. Una persona ha descritto il proprio compagno digitale come un pilastro spirituale impossibile da accettare di perdere, mentre un’altra racconta due anni di rapporto con un partner IA diventato, a suo dire, un membro della famiglia. Un terzo utente ha collegato la vicenda a una dimensione economica, sostenendo che l’amore umano richiede risorse e tempo che l’intelligenza artificiale sostituisce con una forma di affetto immediata e priva di complicazioni.

Secondo l’agenzia Xinhua, nel 2024 il settore cinese delle creature digitali valeva circa 4,1 miliardi di yuan, corrispondenti a 600 milioni di dollari.