Deghi multata per 2 milioni di euro, i suoi sconti col countdown erano falsi

Tempo di lettura: 3 minuti

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato Deghi S.p.A. con una multa di 2 milioni di euro per l'uso di contatori alla rovescia ingannevoli sugli sconti del sito deghi.it tra gennaio 2024 e dicembre 2025. L'istruttoria ha accertato che gli sconti venivano calcolati sul prezzo pieno dei prodotti invece che sul prezzo più basso degli ultimi trenta giorni, come previsto dal Codice del Consumo.

Un timer che annuncia la fine di uno sconto e poi si riavvia alle stesse condizioni quando il tempo scade è lo schema individuato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nelle pratiche commerciali di Deghi, rivenditore online specializzato in mobili e articoli per la casa. L’Antitrust ha sanzionato la società con una multa da 2 milioni di euro per pratica commerciale scorretta, dopo aver accertato che il sito deghi.it ha utilizzato in numerosi casi un contatore alla rovescia per pubblicizzare sconti a termine che, alla scadenza, si rinnovavano con un nuovo periodo e le stesse condizioni economiche del precedente.

Come funzionava il finto countdown sugli sconti

Il meccanismo individuato dall’Autorità riguardava sconti apparentemente a tempo limitato. Il countdown segnalava la scadenza imminente di un’offerta, ma il prezzo restava identico anche dopo il rinnovo del timer.

Per l’Antitrust questa tecnica rientra nella categoria dei dark pattern, interfacce digitali progettate per orientare il comportamento di chi naviga il sito attraverso la cosiddetta euristica della scarsità, la sensazione che un’offerta stia per esaurirsi e che quindi vada colta subito. Durante l’ispezione gli accertatori hanno raccolto le dichiarazioni del presidente del consiglio di amministrazione, che ha riconosciuto come il contatore potesse essere rinnovato su base mensile e venisse applicato soprattutto ai prodotti da smaltire oppure a quelli che avevano subito variazioni nel prezzo di acquisto. La documentazione interna acquisita durante i controlli mostra inoltre che il rinnovo avveniva manualmente, con l’inserimento di una nuova data di inizio e di una nuova data di fine per ciascuna promozione, un’operazione ripetuta nel tempo su un numero rilevante di prodotti del catalogo.

Tra il materiale raccolto durante l’istruttoria figura anche uno scambio di messaggi del giugno 2025, in cui un dipendente proponeva di ridurre la durata del timer a poche ore, fino a un massimo di 48, con l’obiettivo dichiarato di accentuare l’urgenza percepita dai clienti.

Il calcolo degli sconti sul prezzo pieno

L’Antitrust ha contestato a Deghi anche le modalità di calcolo degli sconti pubblicati sul sito. La percentuale di ribasso veniva determinata sul prezzo pieno del prodotto invece che sul prezzo più basso praticato nei trenta giorni precedenti, come richiede la normativa europea sulla trasparenza dei prezzi recepita nel Codice del Consumo. Migliaia di articoli, secondo quanto emerso dall’istruttoria, mantenevano lo stesso prezzo per mesi pur restando esposti con prezzo barrato e percentuale di sconto, come se fossero effettivamente in promozione. L’Autorità ha definito stringente l’obbligo di completezza e chiarezza delle informazioni sui prezzi, considerato il loro peso nelle decisioni di acquisto online.

La condotta risulta cessata dal 31 dicembre 2025, in coincidenza con l’avvio dell’istruttoria. Considerata la durata della pratica e le dimensioni economiche dell’azienda (un fatturato di 195,6 milioni di euro nel 2024, con un margine operativo lordo di 3,9 milioni), l’Autorità ha vietato la reiterazione della condotta e ha applicato la sanzione amministrativa di 2 milioni di euro.