Eu Kids Act, Virkkunen insiste: “servono regole di sicurezza fin dalla progettazione”

Tempo di lettura: 3 minuti

Il giorno dopo la presentazione del Kids Act, la vicepresidente Ue Henna Virkkunen ha dettagliato le regole di sicurezza fin dalla progettazione per tutti gli utenti under 18. Vietati messaggi da sconosciuti, pubblicità personalizzata e chatbot capaci di generare dipendenza emotiva nei minori

Henna Virkkunen ha sottolineato il funzionamento concreto delle regole di sicurezza previste dall’EU Kids Act, il regolamento che porta nel diritto dell’Unione un quadro comune sull’uso digitale da parte dei minori. La vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica ha parlato di un elenco chiaro di cose da fare e da non fare, applicabile a tutti gli utenti sotto i diciotto anni indipendentemente dal servizio utilizzato.

Cosa cambia per la pubblicità e i messaggi ai minori

Il primo blocco di divieti riguarda il contatto diretto con gli sconosciuti e la profilazione pubblicitaria.

Gli account riconducibili a un minore non potranno più ricevere messaggi da utenti sconosciuti, una restrizione pensata per limitare i tentativi di adescamento e le interazioni indesiderate sulle piattaforme social. Allo stesso modo, i bambini smettono di essere un bersaglio per gli algoritmi pubblicitari costruiti sull’attività passata: niente più annunci calibrati sulla cronologia di navigazione o sui contenuti visualizzati in precedenza. Virkkunen ha definito questo passaggio come il cuore della proposta, insieme all’eliminazione delle funzionalità progettate per trattenere l’attenzione più a lungo del necessario, dai feed infiniti alle notifiche pensate per riportare l’utente sull’app.

Come funzionano i limiti ai chatbot e ai compagni IA

Un passaggio specifico della proposta riguarda l’intelligenza artificiale conversazionale.

Piattaforme social, servizi di condivisione video, compagni digitali basati su intelligenza artificiale, chatbot e videogiochi online rientrano tutti nello stesso perimetro di obblighi, senza eccezioni legate al settore di appartenenza. Virkkunen ha usato l’esempio dei chatbot e dei companion IA per spiegare il nodo centrale della proposta: questi sistemi non potranno più comportarsi come amici umani in modi capaci di rendere un bambino emotivamente dipendente da loro. Il testo prevede inoltre che i chatbot integrati in giochi o applicazioni per bambini non possano attivarsi da soli né essere proposti in modo insistente, e che restino disattivabili con un solo gesto. Regole pensate per intervenire prima che la dipendenza emotiva si consolidi, non dopo.

Cosa dovranno dimostrare le piattaforme prima del lancio

Il testo sposta sulle aziende l’onere della prova sulla sicurezza dei propri servizi.

Virkkunen ha chiarito che le regole di sicurezza fin dalla progettazione dovranno essere attive per impostazione predefinita, senza bisogno di un intervento da parte di genitori o tutori per essere operative. Alle aziende tecnologiche spetta ora il compito di dimostrare che i loro servizi sono sicuri, attraverso test dei rischi condotti prima del lancio di un prodotto o di un aggiornamento rilevante. Il monitoraggio dei danni, ha aggiunto la vicepresidente, dovrà proseguire anche dopo la pubblicazione del servizio.