Google condannata a pagare 1,2 miliardi di euro a Klarna, è la sanzione antitrust più alta mai vista in Svezia

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Il tribunale di Stoccolma ha assegnato a PriceRunner circa 14,3 miliardi di corone svedesi, pari a 1,2 miliardi di euro, per la disparità di trattamento riservata da Google al proprio servizio di comparazione prezzi nei risultati di ricerca dal 2008. La decisione arriva otto anni dopo la sanzione della Commissione europea del 2017 e apre la strada a nuove richieste di risarcimento in Italia, Germania e Regno Unito.

Un tribunale di Stoccolma ha condannato Alphabet a versare circa 1,2 miliardi di euro a PriceRunner, il servizio di comparazione prezzi controllato da Klarna, per aver favorito il proprio comparatore di shopping nei risultati di ricerca. La cifra, pari a 14,3 miliardi di corone svedesi, costituisce il risarcimento più alto mai riconosciuto in Svezia in una causa per violazione delle norme sulla concorrenza. Con gli interessi maturati l’importo complessivo raggiunge circa 1,97 miliardi di dollari, secondo quanto dichiarato dalla stessa Klarna.

Il precedente della Commissione europea

Alla base della sentenza svedese c’è una decisione della Commissione europea del 2017, che aveva accertato come Google posizionasse il proprio servizio di comparazione prezzi in modo più favorevole rispetto a quello dei concorrenti, sfruttando la propria posizione dominante nel mercato della ricerca online.

Google aveva impugnato quel provvedimento senza successo, perdendo l’appello nel 2021 davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, che confermò integralmente le conclusioni della Commissione. Nel 2024 la Corte ha inoltre stabilito che le aziende danneggiate dalle pratiche contestate possono avviare cause per danni senza dover dimostrare nuovamente l’esistenza della violazione, un passaggio che ha aperto la strada a una serie di azioni legali parallele promosse da diverse piattaforme europee di comparazione prezzi contro il gigante di Mountain View.

La causa avviata da PriceRunner

PriceRunner aveva citato in giudizio Google nel 2022, chiedendo un risarcimento per i mancati profitti attribuiti al calo di traffico verso il proprio sito.

La richiesta iniziale ammontava a circa 78 miliardi di corone svedesi, interessi inclusi, e copriva i danni subiti nel Regno Unito a partire dal 2008 e in Svezia e Danimarca dal 2013, periodo in cui Google aveva iniziato a dare maggiore visibilità al proprio servizio di shopping comparativo nei risultati di ricerca. Il tribunale ha riconosciuto una parte sostanziale delle richieste, pur restando lontano dalla cifra originaria.

Il giudice Linda Kullberg ha definito il risarcimento il più alto mai assegnato in una causa antitrust svedese, precisando che PriceRunner non ha ottenuto pieno accoglimento delle proprie pretese economiche. Un portavoce di Google ha replicato che l’azienda non condivide la decisione del tribunale e sta valutando le proprie opzioni legali, comprese le vie di appello, sostenendo che le modifiche introdotte nel servizio pubblicitario per lo shopping a partire dal 2017 funzionino bene e sostengano crescita e occupazione per centinaia di servizi di comparazione prezzi attivi sulla piattaforma.

Altri casi aperti in Europa

Il caso svedese si aggiunge a una serie di procedimenti simili avviati in diversi Paesi europei contro le pratiche di posizionamento di Google Shopping. Un tribunale tedesco, nel 2025, aveva condannato l’azienda a pagare circa 465 milioni di euro a Idealo e 107 milioni di euro a un’altra piattaforma di comparazione prezzi, Producto. Nel Regno Unito sono in corso cause promosse da Kelkoo e Foundem, mentre in Italia il gruppo Moltiply, proprietario di Trovaprezzi.it, ha avviato un’azione legale da 2,97 miliardi di euro. Klarna ha accolto con favore la sentenza pur segnalando che l’incasso effettivo del risarcimento potrebbe richiedere diversi anni, considerato che Google può presentare appello contro la decisione del tribunale svedese.

Secondo l’avvocato di Klarna, Pontus Scherp, un eventuale appello richiederebbe oltre un anno, con tempi complessivi stimabili in diversi anni prima di una decisione definitiva.