Succede raramente che i principali rivali di un settore si presentino davanti al Congresso con una firma comune su un foglio che chiede più regole, non meno. Eppure il 4 giugno 2026 è accaduto esattamente questo: Sam Altman di OpenAI, Dario Amodei di Anthropic, Demis Hassabis di Google DeepMind e Mustafa Suleyman di Microsoft AI hanno sottoscritto una lettera aperta agli eletti di Washington, chiedendo l’introduzione di obblighi legali per le aziende che producono e vendono acidi nucleici sintetici, DNA e RNA, affinché ogni ordine venga confrontato con archivi di sequenze biologicamente pericolose prima di essere evaso.
Cosa chiedono i firmatari al Congresso
Le misure concrete indicate nella lettera, pubblicata su screendna.org e organizzata dall’Institute for Progress e dalla Foundation for American Innovation, sono due. La prima impone ai fornitori di DNA e RNA sintetico di sottoporre ogni ordine a screening obbligatorio contro database di sequenze note come pericolose, incluse quelle che singolarmente non desterebbero sospetti ma che, combinate con altri frammenti, potrebbero risultare utilizzabili per scopi offensivi. La seconda richiede la tenuta di registri dettagliati sugli acquisti, in modo da consentire alle autorità competenti in materia di biosicurezza di ricostruire la filiera in caso di indagine. La lettera non si limita alla dimensione federale: invita esplicitamente i singoli stati americani ad adottare requisiti basati sulle linee guida federali esistenti, per evitare la proliferazione di normative locali tra loro incompatibili.
Il documento prende posizione su un punto che i firmatari definiscono urgente ma non ancora catastrofico: i modelli di intelligenza artificiale attuali superano già i virologi con dottorato di ricerca su quesiti tecnici altamente specializzati in ambito biologico, anche se le prove sul reale potenziale offensivo di questi strumenti restano, secondo la stessa lettera, “genuinamente miste”. L’argomento centrale è di natura prospettica e riguarda la traiettoria, non il presente immediato, e per questo chiede al Congresso di agire “in questa sessione”, prima che la curva tecnologica renda il problema molto più difficile da gestire.
Tra i cofirmatari compaiono Patrick Collison di Stripe, Paul Graham fondatore di Y Combinator, Alexandr Wang nella veste di Chief AI Officer di Meta, il premio Nobel David Baker dell’Institute for Protein Design del MIT, il ricercatore di biosicurezza Kevin Esvelt e Christine Wormuth, ex Segretaria dell’Esercito americano e oggi presidente della Nuclear Threat Initiative. La lettera stessa li definisce “un raro momento di accordo tra parti spesso in disaccordo”.
Il quadro legislativo e i precedenti nel settore
Il tema della sicurezza nella filiera del DNA sintetico ha una storia più lunga di quanto la cronaca di giornata lasci intendere. Già nel 2002, un gruppo di ricercatori americani aveva dimostrato la possibilità di ricostruire artificialmente il virus della poliomielite a partire da sequenze acquistabili, e nel 2009, dopo che analoghi esperimenti avevano mostrato la ricostruzione di virus estinti, le principali aziende del settore avevano fondato l’International Gene Synthesis Consortium, adottando protocolli di screening su base volontaria. La lettera del 4 giugno sostiene che quell’impianto non regge più: la sintesi automatizzata di DNA è diventata più accessibile, i costi sono scesi drasticamente, nel 2017 un gruppo di scienziati ricostruì un virus estinto con meno di 100.000 dollari di materiale acquistato online, e la diffusione disomogenea delle misure di sicurezza tra i fornitori lascia aperti varchi che la velocità dell’IA rende sempre più rischiosi. Sul fronte legislativo, due proposte sono già all’esame del Congresso: H.R. 3029, il Nucleic Acid Standards for Biosecurity Act, ha superato la commissione scientifica della Camera nell’aprile 2025 con voto unanime, ma si limita a standard su base volontaria; la proposta parallela S. 3741, il Biosecurity Modernization and Innovation Act del 2026, imporrebbe invece al Segretario al Commercio l’emanazione di regolamenti vincolanti sulla sicurezza nella sintesi di acidi nucleici.
La lettera punta sulla seconda strada e chiede che il Congresso scelga gli obblighi rispetto alle raccomandazioni, osservando che molti tra i fornitori più grandi e responsabili del settore applicano già screening e registrazioni in modo volontario e che proprio questa asimmetria lascia il sistema esposto.
