Il Consiglio dell’Unione Europea ha dato il via libera al rinnovo della deroga temporanea alle norme ePrivacy che consente alle aziende tecnologiche di scansionare le comunicazioni private per individuare materiale pedopornografico. La misura riporta in vigore uno strumento che era rimasto sospeso per mesi, riaprendo un dibattito che coinvolge piattaforme di messaggistica, autorità di regolazione e associazioni per la tutela della privacy.
Il ritorno della deroga dopo il vuoto normativo
L’approvazione è arrivata giovedì attraverso un voto del Consiglio, che ha così confermato l’estensione delle regole fino ad aprile 2028. Il provvedimento chiude un vuoto legale che si protraeva da oltre tre mesi. Il regolamento originario era scaduto il 3 aprile 2026, dopo che il Parlamento Europeo aveva respinto a marzo una precedente proposta di estensione con 311 voti contrari contro 228 favorevoli. In assenza di una base giuridica, le aziende che utilizzavano sistemi di rilevamento automatico si sono trovate a operare in una zona grigia, senza certezza normativa sulla legittimità delle proprie tecnologie di scansione. Il nuovo testo, identico nella sostanza alla versione precedente, riporta la scadenza al 2028 e mantiene invariato il perimetro delle attività consentite alle piattaforme.
Le reazioni delle istituzioni europee
Il gruppo del Partito Popolare Europeo ha rivendicato il risultato come un successo politico diretto. In un comunicato, l’EPP ha sostenuto di aver mantenuto la promessa di colmare un pericoloso vuoto legale che per oltre tre mesi ha lasciato i minori senza protezione online. Sulla stessa linea si è espressa la Commissione Europea. Il commissario agli Affari Interni Magnus Brunner ha dichiarato che il passaggio è essenziale per proteggere i bambini, salvare le vittime e assicurare alla giustizia i responsabili, definendo la misura un tassello imprescindibile della strategia europea contro l’abuso sessuale online.
Il testo mantiene l’esclusione dei servizi protetti da crittografia end-to-end, come WhatsApp e Signal, dal perimetro della scansione volontaria, un elemento che era stato introdotto nelle fasi precedenti del negoziato.
Le critiche degli attivisti per la privacy
Le organizzazioni che si occupano di tutela dei dati personali guardano al rinnovo con un giudizio opposto rispetto a quello delle istituzioni.
Patrick Breyer, ex eurodeputato ed ex esponente del Partito Pirata, tra i più noti oppositori della normativa, ha paragonato il tentativo di proteggere i minori attraverso una sorveglianza indiscriminata al gesto di asciugare freneticamente il pavimento mentre il rubinetto resta aperto. Secondo gli attivisti, la scansione di massa delle comunicazioni private produce un numero elevato di falsi positivi rispetto ai casi reali individuati, con il rischio di coinvolgere comunicazioni lecite tra milioni di utenti che non hanno alcun legame con i reati che la norma intende contrastare.
La normativa tornerà pienamente operativa nei prossimi giorni. Il quadro regolatorio permanente, noto come Child Sexual Abuse Regulation, resta oggetto di negoziazione tra Parlamento, Consiglio e Commissione, con la prossima sessione di trilogo attesa a settembre.
