Il tribunale di Monaco condanna Suno per aver copiato canzoni protette

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Il tribunale regionale di Monaco ha stabilito che i modelli di Suno hanno memorizzato e riprodotto sei brani rappresentati da GEMA, tra cui Forever Young e Big in Japan degli Alphaville. La sentenza impone alla società statunitense di rivelare i ricavi illeciti e di risarcire i danni, il cui importo sarà quantificato in una fase successiva del procedimento.

Il tribunale regionale di Monaco ha dato ragione alla società tedesca di gestione collettiva GEMA nella causa contro Suno, la piattaforma statunitense che genera brani musicali a partire da un semplice prompt testuale.

La quarantaduesima sezione civile del tribunale, guidata dalla giudice Elke Schwager, ha stabilito che i modelli v3.5 e v4 di Suno contengono al loro interno, in forma riproducibile, sei composizioni rappresentate da GEMA. Tra i brani coinvolti figurano Forever Young e Big in Japan degli Alphaville, insieme a Mambo No. 5, Rasputin e Daddy Cool. Per dimostrare la violazione i legali della società tedesca hanno inserito nei prompt di Suno il testo originale delle canzoni, lo stile musicale richiesto e il titolo del brano, ottenendo in risposta output che riproducevano melodie, armonie e ritmi riconoscibili delle opere protette. Secondo la sentenza la lunghezza e la complessità dei brani ricostruiti escludono che la somiglianza sia il risultato del caso.

Come Suno avrebbe copiato le canzoni

Il collegio giudicante ha usato il termine memorizzazione per descrivere il fenomeno individuato nei modelli di Suno. Secondo i giudici, il sistema non si è limitato ad apprendere pattern generali dai dati di addestramento, ma ha conservato porzioni riconoscibili delle opere originali, capaci di essere estratte come output su richiesta.

I server su cui Suno conserva le proprie versioni del modello si trovano in Germania, un elemento che ha rafforzato il collegamento territoriale della causa con il paese.

Il tribunale ha inoltre riconosciuto la propria competenza anche sulle attività di addestramento svolte negli Stati Uniti, appoggiandosi a una norma della legge tedesca sulle società di gestione collettiva che riserva a organismi come GEMA un foro giudiziario privilegiato per le cause legate alla gestione dei diritti d’autore. Questo aspetto della sentenza apre la strada a future cause contro società con sede fuori dalla Germania, ogni volta che i loro modelli vengano distribuiti o utilizzati su server tedeschi, un fattore che alcuni osservatori giuridici ritengono capace di ridisegnare i confini della giurisdizione applicabile ai casi di intelligenza artificiale.

Cosa rischia ora la società americana

La decisione impone a Suno di fornire informazioni dettagliate sui ricavi generati dall’uso illecito dei brani e di risarcire i danni causati a GEMA, il cui ammontare dovrà essere quantificato in una fase successiva del procedimento. Suno, valutata 5,4 miliardi di dollari dopo un round di finanziamento chiuso a giugno, ha dichiarato di non condividere la sentenza e ha annunciato che valuterà tutte le opzioni disponibili, incluso il ricorso in appello davanti al tribunale regionale superiore di Monaco.

Il presidente e amministratore delegato di GEMA, Tobias Holzmueller, ha definito la pronuncia una sentenza di portata globale, mentre più di 1.800 artisti sostengono azioni collettive contro Suno e la concorrente Udio, entrambe già in trattativa con le principali case discografiche per accordi di licenza separati.