Istruttoria dell’Antitrust per Volotea per aumenti sui biglietti legati al prezzo del carburante

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L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un'istruttoria contro Volotea per la policy "Promessa di Fair Travel", che prevede supplementi fino a 14 euro per passeggero comunicati sette giorni prima della partenza su biglietti già acquistati. Contestualmente è stato aperto un sub-procedimento cautelare per ottenere la sospensione immediata della pratica, ritenuta in contrasto con la normativa a tutela dei consumatori.

Volotea ha venduto il biglietto, ha incassato il pagamento, e poi, a sette giorni dalla partenza, ha recapitato ai passeggeri una richiesta di denaro aggiuntivo. Fino a 14 euro per persona, per ogni tratta, calcolati sull’andamento del prezzo del greggio Brent al momento della verifica. Chi non paga, perde la prenotazione senza ottenere un rimborso in denaro. Questa sequenza di eventi ha convinto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ad aprire, il 4 giugno 2026, un’istruttoria per presunta pratica commerciale scorretta nei confronti della compagnia aerea spagnola, avviando contestualmente un sub-procedimento cautelare con procedura audita altera parte: uno strumento riservato ai casi in cui l’Autorità ritiene che il rischio di danno per i consumatori sia immediato e non possa attendere i tempi ordinari di un’indagine.

La policy che ha fatto scattare l’allarme

Il meccanismo al centro della contestazione prende il nome di “Promessa di Fair Travel” e Volotea lo ha introdotto il 16 marzo 2026, richiamando esplicitamente l’aumento dei costi del carburante legato alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il funzionamento è strutturato attorno a una soglia: quando il prezzo del Brent supera determinati livelli, la compagnia applica un supplemento al biglietto già acquistato, comunicandolo al passeggero con sette giorni di anticipo rispetto alla data di partenza.

Il passeggero che riceve la notifica si trova davanti a tre possibilità: versare il supplemento e mantenere la prenotazione invariata, spostare il volo su una data diversa senza penali oppure cancellare il viaggio e ricevere un rimborso in crediti Volotea. Manca però la possibilità di rifiutare il supplemento e ottenere indietro quanto già pagato in denaro contante. Il mancato pagamento produce un unico esito: la cancellazione automatica della prenotazione, senza rimborso monetario. Questo vincolo è uno dei punti su cui l’AGCM ha concentrato la propria attenzione, perché trasforma una scelta formalmente libera in una pressione concreta su chi ha già organizzato il viaggio, prenotato un alloggio o acquistato biglietti di connessione.

L’importo del supplemento oscilla tra un minimo di 6 euro e un massimo di 14 euro per passeggero per tratta, in funzione dell’ultimo dato disponibile sul Brent al momento della verifica. La tabella pubblicata da Volotea sul proprio sito prevede anche la possibilità teorica di un adeguamento al ribasso, ma le associazioni dei consumatori che hanno sollevato la questione prima dell’intervento dell’AGCM hanno contestato l’asimmetria reale del meccanismo: il rimborso verso il basso si attiverebbe solo in condizioni di mercato che nella fase attuale risultano difficilmente raggiungibili, dato il livello dei prezzi energetici.

Un caso che arriva dopo mesi di segnalazioni

L’istruttoria dell’AGCM non è arrivata nel vuoto. Già ad aprile 2026 l’Unione Nazionale Consumatori aveva presentato una segnalazione formale all’Autorità, chiedendo di verificare la congruità del fuel surcharge applicato da Volotea e contestando sia la trasparenza della tabella di adeguamento sia l’arbitrarietà delle soglie scelte come riferimento. Il 25 maggio 2026, Consumerismo No Profit aveva depositato presso l’ENAC un’istanza di accesso civico generalizzato per ottenere documentazione sulla pratica. Sul versante spagnolo, l’associazione Facua aveva presentato un esposto alle autorità competenti già il 20 aprile, lamentando l’assenza di qualsiasi risposta istituzionale a oltre un mese dalla segnalazione. A sostenere la posizione delle associazioni di consumatori si è aggiunta la voce dell’organizzazione europea BEUC, che ha richiamato le norme comunitarie sulla trasparenza dei prezzi aerei, le quali impongono alle compagnie di includere tutti gli oneri nel prezzo finale al momento dell’acquisto.

Il procedimento aperto dall’AGCM si inserisce in una fase di sorveglianza intensa sul settore aereo. A fine 2025, Ryanair era stata sanzionata con una multa superiore a 255 milioni di euro per abuso di posizione dominante nei confronti delle agenzie di viaggio. Le compagnie low cost coprono oggi oltre il 60% del traffico aereo italiano, una quota che supera di quasi 14 punti la media europea, il che rende ogni pratica commerciale di questi vettori capace di produrre effetti su decine di milioni di passeggeri ogni anno.