La Corea del Sud ha deciso di affidare la guida del governo a una manager che ha costruito la propria carriera nell’industria tecnologica, lontana dai percorsi consueti della politica di partito. Il presidente Lee Jae-myung ha nominato Han Seong-sook come prossimo Primo Ministro, una scelta presentata dal capo di stato maggiore presidenziale Kang Hoon-sik come direttamente connessa all’obiettivo strategico di portare Seul tra le prime tre potenze mondiali nell’intelligenza artificiale. La nomina deve essere confermata dall’Assemblea nazionale attraverso un’audizione parlamentare, ma ha già suscitato attenzione internazionale per la nitidezza del segnale politico che porta con sé.
Da Naver al vertice dell’esecutivo: un percorso tutto dentro il digitale
Han Seong-sook ha 58 anni e una biografia professionale che attraversa quasi tre decenni di storia dell’internet coreano. Ha iniziato come giornalista specializzata in informatica, ha fatto parte del team fondatore di Empas nel 1997 – uno dei primi portali del paese – poi è approdata a NHN, la holding da cui Naver si è progressivamente separata diventando il motore di ricerca e la piattaforma dominante in Corea del Sud. Nel 2017 è diventata CEO di Naver, prima donna a ricoprire quel ruolo nella storia dell’azienda. Nei cinque anni successivi ha guidato l’espansione internazionale di LINE e Webtoon, potenziato la divisione cloud – che nel secondo trimestre del 2020 aveva registrato una crescita dei ricavi del 70% su base annua – e avviato programmi come “Partner Square” e “Project Flower”, pensati specificamente per accompagnare le piccole imprese verso i canali digitali. Fortune l’ha inserita più volte tra le donne più potenti d’Asia.
Quando Lee Jae-myung ha vinto le elezioni presidenziali straordinarie del giugno 2025 – indette dopo la destituzione dell’ex presidente Yoon Suk-yeol, rimosso a seguito del tentativo di imporre la legge marziale nel dicembre 2024 – ha chiamato Han tra i suoi primi ministri di gabinetto, affidandole il Ministero delle PMI e Startup.
In quel ruolo, Han ha impostato un’agenda ambiziosa sin dalle prime settimane. Ha denunciato pubblicamente che il tasso di adozione digitale tra i piccoli esercenti si attestava tra il 30 e il 40 percento, dichiarando come obiettivo esplicito il superamento del 70. A ottobre 2025 ha siglato un accordo interministeriale che ha portato il budget governativo per i programmi di trasformazione AI rivolti alle imprese a 455 miliardi di won per il 2026, un incremento dell’83,6 percento rispetto all’anno precedente. Ha inoltre sostenuto il NEXT UNICORN Project Fund, un programma di investimento da 13.500 miliardi di won destinato a far crescere startup AI in settori come manifattura, logistica e sanità, strutturato su modelli di open innovation tra grandi aziende e ventures emergenti.
Il vantaggio coreano nell’AI e la scommessa sul software
La nomina di Han si inserisce in una strategia economica che Lee Jae-myung ha posto al centro del suo mandato presidenziale fin dall’insediamento. La Corea del Sud parte da una posizione di forza nella filiera hardware dell’intelligenza artificiale: Samsung e SK Hynix producono da sole circa il 70 percento dei chip di memoria utilizzati dai processori AI a livello globale, una concentrazione produttiva che non ha equivalenti nel mondo occidentale. Il problema che il governo Lee si trova ad affrontare – e che Han eredita come priorità di governo – riguarda la capacità di tradurre questo primato manifatturiero in un vantaggio altrettanto solido nel software, nei servizi e nella governance dell’AI. Portare l’intelligenza artificiale dentro le piccole e medie imprese, che rappresentano la spina dorsale dell’economia reale del paese, richiede competenze di policy che vanno ben oltre la gestione della catena di fornitura dei semiconduttori, e presumibilmente è proprio questa la ragione per cui Lee ha scelto qualcuno che conosce dall’interno il funzionamento delle piattaforme digitali e il rapporto concreto tra tecnologia e piccola impresa.
Se l’Assemblea nazionale confermerà la nomina, Han diventerà il secondo Primo Ministro donna nella storia della Corea del Sud, dopo Han Myeong-sook che ricoprì la carica dal 2006 al 2007 sotto la presidenza Roh Moo-hyun. La conferma richiede un’audizione davanti alla commissione parlamentare competente, un passaggio che in passato ha già prodotto qualche ostacolo per le nomine più esposte al dibattito pubblico. Durante la sua audizione per il Ministero delle PMI nel luglio 2025, Han aveva affrontato domande sui possibili conflitti di interesse legati alle sue partecipazioni in Naver, regolate dalla normativa sudcoreana sul Public Official Ethics Act che impone ai funzionari pubblici di alto rango di cedere o affidare a un blind trust le azioni di valore superiore a 30 milioni di won.
