La DGSI, il servizio francese che si occupa di sicurezza interna, ha messo fine a una collaborazione che durava da un decennio con la statunitense Palantir. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha reso pubblica la decisione il 16 giugno, indicando ChapsVision come nuovo fornitore per la gestione dei dati di massa impiegati nelle attività di intelligence.
L’annuncio ha sorpreso diversi osservatori, perché il contratto con Palantir era stato rinnovato soltanto lo scorso dicembre per altri tre anni, in un’operazione che a Parigi era stata presentata come la conferma di un rapporto consolidato. Subito dopo le dichiarazioni del governo, la stessa Palantir ha fatto sapere che l’accordo resta “pienamente in vigore” finché la transizione verso il nuovo sistema non sarà completata, un percorso che secondo le fonti vicine al dossier si protrarrà per diversi anni. La collaborazione tra Parigi e Palantir affonda le radici negli attentati del 13 novembre 2015, quando i servizi francesi, travolti dalla mole di dati da analizzare in piena emergenza sicurezza, scelsero la piattaforma Gotham come una delle poche soluzioni in grado di rispondere a esigenze operative così pressanti. Da allora il contratto era stato rinnovato altre due volte, nel 2019 e nel 2022, mentre dentro l’intelligence francese cresceva la consapevolezza che quella dipendenza tecnologica avrebbe dovuto restare temporanea, in attesa di un’alternativa nazionale credibile.
Perché la Francia volta pagina su Palantir
Lecornu ha collegato esplicitamente la scelta a un episodio recente: il blocco imposto da Washington ad Anthropic, che ha interrotto improvvisamente l’accesso ai modelli Fable 5 e Mythos 5 per gli utenti stranieri. Per il primo ministro francese, quell’episodio dimostra il rischio concreto di affidare funzioni sensibili dello Stato a fornitori extraeuropei capaci di “chiudere il rubinetto” tecnologico con una semplice decisione politica.
Il governo francese ha quindi rivendicato la volontà di costruire quella che Lecornu ha definito “autonomia reale”, un obiettivo che secondo le sue parole richiede di smettere di accumulare nuove dipendenze strategiche nella sfera digitale. La narrazione ufficiale insiste sul fatto che la scelta di ChapsVision non risponde soltanto a una logica industriale, ma soprattutto a un calcolo geopolitico: nessun governo europeo, secondo questa lettura, può permettersi di costruire infrastrutture critiche su tecnologie il cui accesso dipende da decisioni prese a Washington. La vicenda Anthropic, in questo senso, ha funzionato da accelerante per un dibattito che in Francia circolava già da tempo nei corridoi dell’intelligence.
Resta da capire quanto rapidamente ChapsVision potrà colmare il vuoto lasciato da Palantir sul piano puramente tecnico.
ChapsVision e il piano francese per l’IA pubblica
ChapsVision raccoglie così l’eredità della piattaforma Gotham, in uso ai servizi francesi sin dagli attentati del 13 novembre 2015. Fondata nel 2019, l’azienda francese era già entrata nel perimetro DGSI nel 2024 con un primo contratto sui dati eterogenei, e punta ora a posizionarsi come riferimento europeo nell’intelligenza artificiale agentica applicata all’analisi di grandi volumi di informazioni. Il passaggio si inserisce in un piano di investimenti pubblici più ampio, annunciato dallo stesso Lecornu, che prevede 655 milioni di euro destinati all’intelligenza artificiale, un chatbot condiviso per i servizi statali e un assistente digitale per la sanità pubblica gestito dall’agenzia Ameli. Il caso francese non resta isolato: secondo quanto riportato, anche l’agenzia di intelligence interna tedesca ha scelto ChapsVision al posto di Palantir nelle scorse settimane, in un movimento parallelo che accelera la stessa tendenza europea verso la riduzione della dipendenza dai fornitori statunitensi.
Lo stesso giorno, a Londra, il sindaco Sadiq Khan ha bloccato un contratto da 50 milioni di sterline tra Palantir e la polizia della capitale britannica, citando ragioni di rapporto qualità-prezzo e di procedura negli appalti.
