La Francia vuole triplicare le pene per chi diffonde fake news elettorali con l’IA

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Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha annunciato un disegno di legge che triplica le sanzioni per la produzione di contenuti falsi durante le campagne elettorali, in discussione al Consiglio dei Ministri entro la fine di luglio 2026. Il testo estende la procedura d'urgenza per la rimozione dei contenuti falsi alle elezioni locali e prevede la creazione di una commissione permanente per l'informazione pubblica

Il governo francese punta a inasprire in modo netto le regole contro la disinformazione elettorale, in un contesto segnato dalla crescente capacità dell’intelligenza artificiale di generare contenuti falsi difficili da distinguere da quelli autentici. Il premier Sébastien Lecornu ha illustrato in Senato un disegno di legge che triplica le pene per chi produce falsi contenuti informativi durante le campagne, rispondendo a una domanda del senatore Claude Malhuret sui rischi legati a video manipolati e voci sintetiche in vista delle presidenziali.

Le misure proposte dal governo

Il testo, descritto dallo stesso premier come molto breve, sarà portato al Consiglio dei Ministri entro la fine di luglio. Lecornu ha definito le sanzioni attuali poco dissuasive. Oltre alle pene più severe, il disegno di legge estende una procedura giudiziaria d’urgenza che oggi permette di ordinare la rimozione di contenuti falsi solamente per le elezioni presidenziali, legislative e senatoriali. Il premier vuole applicarla anche a tutte le consultazioni locali, comprese le regionali e le dipartimentali previste per il 2028, ricordando che una tutela a doppia velocità tra diversi tipi di elezioni finirebbe per lasciare scoperti proprio i territori più esposti. A questo si aggiunge la creazione per decreto di una commissione permanente per l’informazione pubblica, pensata come organo di allerta per giornalisti, magistrati e cittadini quando emergono tentativi di interferenza, e costruita a partire dai contributi scritti raccolti tra le forze politiche nelle scorse settimane.

Il contesto normativo e le critiche

La proposta si innesta sulla legge francese del 2018 contro la manipolazione dell’informazione, già rivolta in modo specifico alla disinformazione elettorale. Il nuovo intervento dialoga anche con le regole europee sulla moderazione dei contenuti previste dal Digital Services Act, in un quadro normativo che si arricchisce progressivamente di livelli nazionali ed europei. La Francia ha già sperimentato i limiti di interventi troppo rapidi in materia di contenuti online, con un obbligo di rimozione entro un’ora per il materiale estremista poi ridimensionato dalla Corte costituzionale, un precedente che pesa sulla discussione attuale.

Le associazioni per la libertà di espressione sollevano un’obiezione che accompagna da tempo le normative contro le fake news, relativa a chi debba stabilire cosa sia effettivamente falso durante una campagna elettorale. Il rischio segnalato riguarda standard troppo vaghi e organi nominati dall’esecutivo che potrebbero condizionare il dibattito pubblico proprio nelle settimane più delicate del confronto politico. In ogni caso il tema della manipolazione dell’informazione e del consenso, soprattutto durante la campagna elettorale, merita un’attenzione diversa e maggiore rispetto al recente passato.