L’avatar di Bolsonaro parla in campagna elettorale mentre lui resta agli arresti domiciliari

Tempo di lettura: 3 minuti

Un video generato con intelligenza artificiale ha mostrato l'ex presidente durante il lancio della candidatura del figlio Flavio, nonostante il divieto di comunicazione pubblica legato agli arresti domiciliari. La Corte elettorale superiore del Brasile valuta ora se il contenuto sintetico abbia violato le norme che vietano materiali capaci di riprodurre persone reali per orientare il voto

Un avatar generato con intelligenza artificiale ha preso la parola al lancio della candidatura presidenziale di Flavio Bolsonaro a San Paolo, mentre suo padre Jair Bolsonaro resta agli arresti domiciliari, sottoposto a un divieto di comunicazione pubblica dopo la condanna per il tentativo di ribaltare l’esito delle elezioni del 2022, vinte da Luiz Inácio Lula da Silva. Il video, presentato apertamente come contenuto sintetico, ha riportato una frase attribuita all’ex presidente secondo cui nessuna prigione avrebbe potuto spegnere la speranza suscitata dal suo movimento politico.

Un video mai autorizzato in prima persona

Il quotidiano O Globo ha riferito che Bolsonaro non sarebbe stato informato in anticipo della proiezione. Lo staff della campagna avrebbe ritenuto sufficiente, ai fini della legittimità dell’iniziativa, la dichiarazione esplicita sull’origine artificiale del contenuto mostrato al pubblico presente al comizio. Flavio Bolsonaro, senatore e candidato alla presidenza per il Partito Liberale, affronta nella corsa elettorale di ottobre il presidente uscente Lula, in un confronto che si annuncia serrato in vista delle elezioni di ottobre in Brasile. Il giurista Ivar Hartmann ha spiegato che l’ex presidente potrebbe evitare sanzioni personali se riuscisse a dimostrare di non aver registrato né autorizzato direttamente il messaggio sintetico diffuso durante l’evento, un elemento che secondo alcuni analisti potrebbe risultare decisivo nella valutazione del caso da parte della Corte elettorale superiore.

Le regole elettorali brasiliane sui contenuti sintetici

Una coalizione di partiti di centrosinistra ha presentato domenica un ricorso formale alla Corte elettorale superiore. Nel documento, i partiti sostengono che le norme brasiliane vietano contenuti sintetici capaci di riprodurre persone reali con l’obiettivo di orientare le intenzioni di voto, richiamando il potenziale persuasivo e manipolativo della tecnologia. Marco Aurelio Mello, ex giudice che ha guidato in passato la stessa Corte elettorale superiore, ha osservato che l’intelligenza artificiale risulta di fatto impossibile da controllare una volta messa in circolazione, un giudizio che riflette la difficoltà crescente delle autorità elettorali di fronte a strumenti generativi sempre più accessibili. Hartmann ha aggiunto che il nodo interpretativo più complesso riguarda l’applicazione delle regole sull’intelligenza artificiale elettorale, dato che la difesa potrebbe sostenere che tali restrizioni valgono solo per i contenuti ingannevoli capaci di danneggiare l’integrità del voto, una lettura in linea con posizioni già espresse in passato dal giudice Nunes Marques. Il team di Flavio Bolsonaro non ha rilasciato commenti sull’episodio. Resta da stabilire se l’apparizione dell’avatar sia stata un episodio isolato o l’inizio di un ruolo più stabile per la versione virtuale di Bolsonaro lungo la campagna elettorale.