L’Italia verso la firma della Pax Silica nonostante lo strappo con Trump

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Il ministro degli Esteri Antonio Tajani incontrerà il segretario di Stato Usa Marco Rubio per firmare la dichiarazione della Pax Silica e il memorandum sulle materie prime critiche. La firma, già prevista la settimana scorsa, era stata rinviata dopo le tensioni tra il presidente Donald Trump e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

L’Italia si avvia a formalizzare l’ingresso nella Pax Silica, l’alleanza tecnologica a guida statunitense che lega intelligenza artificiale, semiconduttori e materie prime critiche in un’unica architettura di sicurezza economica. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani incontrerà a breve il segretario di Stato americano Marco Rubio per sottoscrivere la dichiarazione dell’iniziativa insieme al memorandum bilaterale sulle materie prime critiche. Un portavoce del governo italiano ha confermato la piena disponibilità di Roma a procedere con la sigla dell’accordo.

Perché la firma era stata rinviata

L’intesa avrebbe dovuto essere sottoscritta la settimana scorsa insieme al memorandum sui minerali critici. La cerimonia è stata invece rinviata all’ultimo momento.

Il rinvio è arrivato dopo lo scontro pubblico tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, innescato dalle critiche americane sul presunto scarso sostegno italiano all’operazione militare contro l’Iran. L’ambasciatore Armando Varricchio ha ricostruito la vicenda in un’intervista al Corriere della Sera, spiegando che il governo italiano ha scelto di sospendere temporaneamente la trasferta prevista a Miami per dare un segnale politico chiaro. Secondo il diplomatico, essere alleati significa mantenere un rapporto franco e corretto, che non accetta iniziative unilaterali percepite come scorrette. I contatti tra Roma e Washington sono comunque proseguiti a un livello più riservato durante tutta la fase di tensione, mentre il negoziato tecnico sul memorandum risulta ormai concluso.

Cosa prevede l’alleanza Pax Silica

La Pax Silica nasce nel dicembre 2025 per iniziativa del Dipartimento di Stato statunitense, sotto la guida del sottosegretario Jacob Helberg. L’alleanza punta a costruire una filiera sicura che intreccia minerali critici e semiconduttori avanzati con lo sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale, riducendo progressivamente la dipendenza dai fornitori cinesi. Il secondo summit dell’iniziativa si è svolto di recente a Washington e ha portato all’adesione di nuovi firmatari, tra cui l’Unione Europea, i Paesi Bassi, l’Argentina e il Cile.

Prima dell’Italia, anche la Commissione Europea ha aderito formalmente alla Pax Silica, con il via libera arrivato pochi giorni prima della mossa italiana.

Roma ha già firmato la dichiarazione congiunta sulle opportunità dell’intelligenza artificiale presso l’Istituto per la pace di Washington, unendosi a un gruppo di Paesi alleati che comprende il Regno Unito, l’Australia, la Corea del Sud, la Finlandia, la Germania, il Giappone, la Grecia, l’India e la Svezia. Per le imprese italiane specializzate nella raffinazione, nella trasformazione, nel riciclo e nel recupero dei materiali critici, l’accordo con Washington apre la strada a partenariati industriali e co-investimenti in Paesi terzi. Il modello ricorda quanto già definito dall’intesa firmata in aprile tra Unione Europea e Stati Uniti sulle stesse materie prime.