L’UE prepara il suo piano di difesa contro l’IA che sa violare i sistemi dopo il caso Anthropic

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La Commissione europea presenta oggi un piano d'azione su intelligenza artificiale e cybersicurezza dopo le restrizioni statunitensi sull'accesso a Mythos di Anthropic. Estonia, Germania e Paesi Bassi stanno già costruendo propri istituti nazionali per la sicurezza dell'IA mentre ENISA negozia un accesso operativo al modello.

La Commissione europea presenta oggi un piano d’azione su intelligenza artificiale e sicurezza informatica, un documento che nasce come risposta diretta alla scelta di Anthropic di limitare, lo scorso aprile, l’accesso al proprio modello più avanzato dal punto di vista informatico a un gruppo ristretto di organizzazioni con sede prevalentemente statunitense. Da quel momento a Bruxelles è cresciuta la preoccupazione che l’Unione europea, priva di strumenti di intelligenza artificiale altrettanto sofisticati, possa trovarsi esposta a una futura ondata di attacchi informatici potenziati dall’IA.

Perché la Commissione accelera sul piano

Il piano punta a rispondere proprio a questo timore. Despina Spanou, vicedirettrice generale responsabile del dossier, ha spiegato che il documento valuterà come gli Stati membri possano mettere in comune le proprie risorse in materia di sicurezza informatica. La vicenda si inserisce in un anno segnato da continue tensioni sull’accesso ai modelli più avanzati di Anthropic. Solo poche settimane fa l’azienda aveva subito restrizioni all’export imposte dal governo statunitense, salvo poi assistere a una revoca di quei controlli a inizio luglio, un episodio che ha riacceso a Bruxelles il dibattito sulla dipendenza europea da decisioni prese unilateralmente a Washington. Il modello resta comunque riservato a un elenco selezionato di organizzazioni, per lo più statunitensi, e questo continua a lasciare l’Unione europea in una posizione di attesa rispetto a uno strumento considerato decisivo per individuare vulnerabilità nei sistemi critici.

Come si muovono le capitali europee e l’ENISA

Diverse capitali europee hanno intanto scelto di muoversi in autonomia, attraverso la creazione di istituti nazionali dedicati alla sicurezza dell’intelligenza artificiale. L’Estonia sta costruendo un centro di competenza ospitato presso l’Accademia delle Scienze della Sicurezza, con il compito di sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi legati all’IA e offrire supporto scientifico alle politiche nazionali.

I Paesi Bassi restano ancora in fase di valutazione, con una decisione attesa entro settembre. La Germania ha invece già avviato i lavori per la costituzione di un proprio organismo.

A livello comunitario, l’agenzia per la cybersicurezza ENISA si è affermata come punto di riferimento per il test dei modelli di intelligenza artificiale, un ruolo rafforzato dall’attenzione crescente verso sistemi con capacità informatiche avanzate come Mythos di Anthropic e GPT 5.5-Cyber di OpenAI. Nelle scorse settimane l’agenzia ha avviato colloqui diretti con Anthropic per ottenere un accesso operativo attraverso Project Glasswing, il programma che l’azienda riserva a organizzazioni selezionate per la ricerca sulle vulnerabilità software, un percorso complicato temporaneamente dalle restrizioni statunitensi di metà giugno e poi ripreso dopo la loro revoca. Resta ora da capire come la Commissione intenda far collaborare ENISA e il suo Ufficio per l’IA con le competenze che i singoli paesi membri stanno sviluppando in parallelo, oltre ai rischi legati all’intelligenza artificiale che non si limitano alla sicurezza informatica.