Il Chips Joint Undertaking ha aperto due bandi da 140 milioni di euro complessivi, rivolti a progettisti di chip per l’intelligenza artificiale e a fornitori di servizi cloud europei. I fondi serviranno a sviluppare server destinati ai data center dell’Unione, con un orizzonte di realizzazione che si estende fino a luglio 2030. L’annuncio è arrivato venerdì, con termine per la presentazione delle proposte fissato al 7 luglio.
Le regole del bando e le cifre in campo
I due inviti a presentare proposte coprono ambiti distinti della filiera hardware, dal design dei chip fino all’integrazione dei server nei centri dati. Le imprese e i consorzi interessati dovranno rispettare le regole di ammissibilità previste dal Chips JU, che prevedono la partecipazione congiunta di grandi aziende, piccole e medie imprese, università ed enti di ricerca con sede stabile in uno degli Stati membri o associati. Marco Ceccarelli, coordinatore strategico della Commissione per la microelettronica, ha descritto l’obiettivo del bando come un tentativo di collegare l’offerta europea di componenti con la domanda interna di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, un passaggio che secondo Ceccarelli rappresenta la condizione necessaria per costruire una filiera continentale competitiva.
La strategia europea sui chip per l’intelligenza artificiale
Il bando si inserisce in un disegno più ampio, avviato dalla Commissione europea a giugno con la presentazione del pacchetto sulla sovranità tecnologica, che comprende il Chips Act 2.0 e il Cloud and AI Development Act. Il primo provvedimento punta a rafforzare la capacità produttiva europea nei semiconduttori avanzati, accelerando le procedure di autorizzazione per i nuovi impianti e introducendo un’etichetta di eccellenza per le regioni che ospitano poli della microelettronica. Il secondo mira invece a triplicare la capacità dei data center europei nei prossimi anni e a costruire un quadro comune per valutare il livello di sovranità digitale dei servizi cloud utilizzati da amministrazioni pubbliche ed enti sensibili, distinguendo tra fornitori in base al controllo effettivo sulla catena di fornitura e sui dati trattati. Secondo i dati diffusi dalla Commissione, l’Europa produce una quota ridotta dei semiconduttori mondiali, mentre gran parte del mercato cloud continentale resta nelle mani di operatori extraeuropei.
Le prospettive per le imprese italiane
Per le aziende italiane del settore, il bando rappresenta un’occasione concreta di accesso ai finanziamenti europei destinati all’hardware AI. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy partecipa da anni ai programmi collegati al Chips JU e ai suoi predecessori, con bandi nazionali di cofinanziamento pensati per accompagnare le imprese selezionate nei bandi transnazionali, riservando quote dello stanziamento alle regioni del Mezzogiorno. La partecipazione richiede in genere la formazione di consorzi con partner di più Paesi europei, una condizione che spinge le aziende italiane interessate a muoversi per tempo nella ricerca di alleanze industriali e accademiche, dato che i termini per le proposte definitive arrivano solitamente a distanza di pochi mesi dall’apertura del bando.
