L’Ue valuta l’azione contro Hugging Face per i modelli IA che generano nudi non consensuali

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La Commissione europea conferma di essere al corrente del report di AI Forensics su Hugging Face e valuta un'azione formale in base all'AI Act. Dal 2 agosto 2026 scattano i nuovi poteri di applicazione della Commissione sui modelli di IA per finalità generali e sulle pratiche vietate dal regolamento europeo.

La Commissione europea ha confermato di essere pienamente informata sui contenuti di un’indagine pubblicata dall’organizzazione AI Forensics su Hugging Face, piattaforma tra le più utilizzate per la condivisione di modelli di intelligenza artificiale open source. Il report ha documentato la presenza di strumenti in grado di generare immagini nonconsensuali e a sfondo sessuale raffiguranti donne e minori. Il portavoce della Commissione, Thomas Regnier, ha dichiarato durante il briefing quotidiano con la stampa che l’esecutivo comunitario sta esaminando le conclusioni del report per valutare eventuali iniziative, aggiungendo che sistemi di questo tipo non trovano spazio in Europa e che l’Unione non intende accettarli né tollerarli.

Quali poteri avrà la commissione dal 2 agosto

Regnier ha specificato che dal 2 agosto entreranno in vigore i poteri di applicazione previsti dall’AI Act per i modelli di intelligenza artificiale per finalità generali e per l’insieme delle pratiche vietate dal regolamento. I sistemi che violano diritti e valori fondamentali europei rientrano tipicamente tra queste pratiche proibite, ha precisato il portavoce. La competenza in materia sarà condivisa tra la Commissione e gli Stati membri, secondo uno schema già sperimentato con il regolamento sui servizi digitali: ventisette autorità nazionali di vigilanza del mercato avranno il compito di sorvegliare il rispetto delle norme, applicarle direttamente nei rispettivi territori e assistere l’esecutivo comunitario nelle proprie valutazioni tecniche e giuridiche.

Come procederà un eventuale intervento della commissione

“Stiamo seguendo pienamente la questione e siamo pronti ad agire, se necessario e appropriato”, ha aggiunto Regnier durante l’incontro con i giornalisti.

Il portavoce ha spiegato che la sequenza di un eventuale intervento assomiglia a quella già adottata per il regolamento sui servizi digitali e si basa su un approccio graduale. I funzionari dell’Ufficio per l’intelligenza artificiale risultano già in contatto con diverse imprese del settore, anche prima dell’entrata in vigore dei nuovi poteri fissata al 2 agosto, e questo dialogo con sviluppatori, aziende e fornitori di sistemi di IA è destinato a intensificarsi nelle prossime settimane, man mano che la Commissione raccoglie elementi utili alle proprie valutazioni.

Gli strumenti a disposizione dell’esecutivo comunitario comprendono la richiesta semplice di informazioni, la richiesta formalizzata tramite decisione e, nei casi più gravi, un’indagine che può portare a sanzioni pecuniarie.