Meta ha reso nota la propria adesione al Codice di condotta dell’Unione europea sulla trasparenza dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale. L’annuncio arriva pochi giorni prima che l’articolo 50 dell’AI Act diventi legalmente vincolante, collocando l’azienda proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp all’interno di un quadro volontario a ridosso di una scadenza che comporta il rischio di sanzioni fino al 3% del fatturato globale.
Cosa prevede il codice di condotta
Il documento, pubblicato a giugno, è stato messo a punto con il contributo di esperti indipendenti, società civile e aziende del settore tecnologico.
Il testo fornisce linee guida operative pensate per aiutare fornitori e utilizzatori di sistemi di intelligenza artificiale a rispettare le norme sulla trasparenza previste dall’AI Act. Dal 2 agosto alcuni contenuti generati dall’IA dovranno essere segnalati chiaramente come sintetici, e il codice, pur restando uno strumento non vincolante, offre alle aziende un percorso più agevole verso la conformità. Le organizzazioni che avevano formalizzato l’adesione entro il 22 luglio potevano ottenere una presunzione di conformità: un elemento che chiarisce la tempistica ravvicinata con cui diverse aziende hanno annunciato la propria firma proprio in questi giorni.
Le reazioni delle grandi piattaforme
Meta ha diffuso l’annuncio attraverso il proprio spazio dedicato alle politiche europee, spiegando che l’adesione riflette l’impegno dell’azienda verso strumenti che permettano alle persone di riconoscere i contenuti sintetici mano a mano che diventano più difficili da distinguere dalla realtà.
Il comunicato contiene anche un avvertimento sul regime appena sottoscritto. Meta ha sostenuto che le misure di trasparenza debbano offrire chiarezza invece di generare confusione, ed evitare che i contenuti online finiscano per accumulare etichette e avvisi diversi capaci di sovraccaricare gli utenti e aggiungere complessità regolatoria per chi fornisce questi servizi. Google aveva firmato lo stesso codice pochi giorni prima ed espresso una preoccupazione simile, segnalando che l’aggiunta di complessità regolatoria in un campo tecnico ancora in evoluzione rischia di scontrarsi con gli obiettivi europei di competitività e semplificazione. Meta aveva invece scelto una posizione diversa davanti al precedente codice dedicato all’IA per finalità generali, rimanendo fuori da un documento sottoscritto perlopiù da aziende europee e statunitensi, senza la partecipazione dei laboratori di intelligenza artificiale cinesi.
La Commissione europea pubblicherà l’elenco completo dei firmatari entro venerdì.
