Meta, TikTok, X e Google hanno una settimana di tempo, ecco cosa cambia con il Take It Down Act

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Il Take It Down Act impone alle piattaforme digitali di rimuovere immagini intime non consensuali, inclusi i deepfake generati con l'intelligenza artificiale, entro 48 ore dalla segnalazione della vittima, con sanzioni fino a 53.088 dollari per singola violazione gestite dalla Federal Trade Commission. La FTC ha già inviato lettere di avvertimento a Meta, TikTok, X, Google, Apple, Snapchat, Reddit e altri, segnalando che il monitoraggio delle violazioni inizia il 19 maggio 2026.

Le grandi piattaforme digitali americane si trovano da oggi, 19 maggio 2026, davanti a un obbligo operativo preciso e non negoziabile: rimuovere entro 48 ore qualsiasi immagine o video intimo condiviso senza il consenso della persona ritratta, inclusi i contenuti generati con l’intelligenza artificiale. Il Take It Down Act, acronimo di “Tools to Address Known Exploitation by Immobilizing Technological Deepfakes on Websites and Networks Act”, ha completato il suo percorso di entrata in vigore, e la Federal Trade Commission si è già posizionata per far rispettare le nuove regole con lettere formali recapitate a oltre una dozzina di colossi tecnologici.

Una legge bipartisan nata da un caso di cronaca scolastica

La storia del Take It Down Act comincia nel 2023, in una scuola superiore di Aledo, in Texas, dove uno studente aveva manipolato fotografie innocue di alcune compagne di classe per trasformarle in immagini esplicite, diffondendole poi in forma anonima su Snapchat. Le leggi statali del Texas all’epoca non coprivano le fotografie alterate digitalmente, e la scuola, poiché il fatto era accaduto fuori dai cancelli, non aveva strumenti per intervenire. La senatrice Ted Cruz, che aveva avuto un contatto diretto con una delle famiglie coinvolte, aveva deciso di portare il caso al livello federale. La proposta di legge, co-firmata con la democratica Amy Klobuchar, aveva percorso un cammino bipartisan insolito per il Congresso americano degli ultimi anni: approvata con 409 voti favorevoli e soli 2 contrari alla Camera, all’unanimità al Senato. Donald Trump l’aveva firmata il 19 maggio 2025, con Melania Trump accanto e protagonista attiva della campagna di sostegno alla legge, nel solco del suo impegno contro il cyberbullismo durante il primo mandato.

Dal momento della firma, le piattaforme avevano un anno per costruire i sistemi necessari: procedure di segnalazione visibili e accessibili, flussi operativi per la gestione delle richieste entro i tempi prescritti, strumenti per identificare e rimuovere le copie identiche del contenuto segnalato. Quel anno è terminato oggi.

Cosa devono fare concretamente le piattaforme

Il nucleo della legge è la procedura di notice-and-removal. Una vittima presenta una richiesta formale accompagnata da una dichiarazione giurata di non aver dato il consenso alla pubblicazione del contenuto; da quel momento la piattaforma ha 48 ore per rimuovere il materiale segnalato e compiere sforzi ragionevoli per eliminare anche le copie identiche che circolano sullo stesso servizio. La legge copre un perimetro ampio di servizi digitali, social media, app di messaggistica, piattaforme di gaming, servizi di condivisione immagini e video, purché si rivolgano al pubblico e ospitino contenuti generati dagli utenti. Sono esclusi i provider di accesso a internet, i servizi di posta elettronica e le piattaforme con contenuti prevalentemente selezionati dall’editore. Il termine “digital forgeries” adottato dal testo legislativo indica i deepfake: rappresentazioni generate con software, machine learning o intelligenza artificiale che, viste nella loro interezza da una persona comune, risultino indistinguibili da immagini reali. Sul fronte penale, in vigore già dal maggio 2025, la pubblicazione consapevole di questo tipo di materiale è reato federale: fino a due anni di reclusione per contenuti che coinvolgono adulti, fino a tre anni se le vittime sono minorenni. In aprile 2026 è arrivata la prima condanna sotto questa legge, a carico di un uomo dell’Ohio che aveva usato strumenti di intelligenza artificiale per produrre materiale esplicito raffigurante vicini di casa adulti e minori, diffondendolo su una piattaforma dedicata ad abusi sessuali su bambini.

La FTC ha chiarito che le violazioni saranno trattate come infrazioni di una propria regola commerciale, con sanzioni fino a 53.088 dollari per singolo episodio. Per una piattaforma di grandi dimensioni, la moltiplicazione di questa cifra per il numero di richieste inevase può produrre esposizioni finanziarie rilevanti. L’agenzia ha anche comunicato di stare sviluppando un sistema dedicato per raccogliere segnalazioni di non conformità, e che sta assumendo personale specializzato per sostenere l’attività di enforcement.

Le critiche e le zone d’ombra della norma

La legge ha incassato il sostegno di oltre 120 organizzazioni. tra cui Meta, Google, Microsoft, TikTok, X, Amazon, Snap, RAINN e il National Center for Missing and Exploited Children. ma ha anche generato obiezioni articolate da parte di gruppi che si occupano di libertà di espressione digitale. L’Electronic Frontier Foundation, insieme al Center for Democracy & Technology, Fight for the Future e altri, ha segnalato che le definizioni adottate nel testo sono abbastanza ampie da poter colpire contenuti legittimi: giornalismo, satira, materiale pornografico legale prodotto con consenso, contenuti della comunità LGBTQ+. Il meccanismo di segnalazione, in assenza di salvaguardie contro le richieste in malafede, potrebbe replicare le distorsioni già osservate con il sistema di takedown del Digital Millennium Copyright Act, storicamente utilizzato anche per rimuovere contenuti scomodi piuttosto che illegali. La stessa EFF ha ricordato che lo stesso Trump aveva dichiarato di volersi avvalere della legge per rimuovere contenuti critici nei suoi confronti. Resta poi aperta la questione del rapporto con il Section 230 delle Communications Decency Act. la norma che tradizionalmente immunizza le piattaforme dalla responsabilità per i contenuti degli utent.— perché il testo del Take It Down Act non disciplina esplicitamente questa interazione. I confini reali della legge, su questo punto, si definiranno attraverso i primi casi di enforcement e il prevedibile contenzioso giudiziario che ne seguirà.