Nudificatori IA vietati dal 2026, l’UE approva in via definitiva il pacchetto Omnibus VII

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Il Consiglio dell'UE ha approvato in via definitiva il pacchetto Omnibus VII che modifica l'AI Act, rinviando al 2027 e al 2028 gli obblighi per i sistemi ad alto rischio. Il testo introduce anche il primo divieto UE sulle applicazioni di "nudificazione" non consensuale, operativo dal 2 dicembre 2026.

Il Consiglio dell’Unione Europea ha dato il via libera definitivo al pacchetto di semplificazione dell’intelligenza artificiale, l’Omnibus VII, chiudendo un percorso negoziale partito a novembre 2025 dalla proposta della Commissione europea. L’intesa politica tra capitali e Parlamento risaliva già al 7 maggio, dopo settimane di trattative complicate dal nodo dei macchinari industriali, settore che alla fine ha ottenuto un’esenzione parziale dal perimetro dell’AI Act pur restando legato alla normativa attraverso standard tecnici di raccordo.

Le scadenze fissate per i sistemi ad alto rischio

Il pacchetto introduce date certe per gli obblighi più pesanti previsti dalla normativa. Le regole per i sistemi classificati ad alto rischio nell’Allegato III, categoria che comprende biometria, infrastrutture critiche, istruzione, lavoro, migrazione e giustizia, scatteranno dal 2 dicembre 2027. Per i sistemi integrati in prodotti regolamentati come ascensori, giocattoli o dispositivi medici la scadenza slitta invece al 2 agosto 2028, un anno più tardi rispetto alla prima categoria, perché la Commissione ha riconosciuto la necessità di tempi più lunghi per produttori che operano già sotto altre normative settoriali e che devono coordinare l’adeguamento con organismi di standardizzazione internazionali come l’ISO. Il testo riduce inoltre da sei a tre mesi il periodo di grazia concesso alle imprese per adeguarsi agli obblighi di trasparenza sui contenuti generati artificialmente, anticipando la nuova scadenza al 2 dicembre 2026 e costringendo chi sviluppa sistemi generativi a muoversi più in fretta sul fronte del watermarking e dell’etichettatura.

Resta confermata anche la clausola che chiarisce le competenze dell’AI Office sui sistemi basati su modelli per finalità generali quando provider e sistema coincidono, con alcune eccezioni che lasciano la supervisione alle autorità nazionali per ambiti come l’applicazione della legge e i confini.

Il divieto sui nudificatori arrivato dopo il caso Grok

La misura più discussa del pacchetto riguarda però un altro fronte.

Il testo vieta i sistemi di intelligenza artificiale che generano o modificano immagini per produrre contenuti sessualmente espliciti o intimi senza il consenso delle persone ritratte, comprese le applicazioni di nudificazione capaci di rimuovere digitalmente i vestiti da fotografie reali. Il divieto si estende anche al materiale pedopornografico generato dall’IA e diventerà operativo dal 2 dicembre di quest’anno. La norma non era parte della proposta originaria della Commissione: è stata inserita durante il trilogo su impulso del gruppo Renew Europe, dopo le polemiche legate alla diffusione di deepfake sessuali generati tramite Grok, episodio che ha spinto Parlamento e Stati membri a intervenire direttamente sui modelli di intelligenza artificiale anziché limitarsi a richiamare le piattaforme. Il tema era stato anticipato proprio la settimana scorsa al WMF di Bologna, dove l’eurodeputato Brando Benifei, correlatore del Digital Omnibus per la commissione Affari giuridici del Parlamento europeo, ne aveva discusso sul palco del GovTech Summit insieme all’avvocato Guido Scorza.

In quell’occasione Benifei aveva citato il divieto tra le misure inserite nel testo, insieme al rafforzamento delle risorse dell’AI Office tramite un emendamento di bilancio da lui stesso depositato.