Un’organizzazione nata per tutelare i diritti umani in tutto il continente si trova ora a fronteggiare un problema che riguarda proprio la sua capacità di proteggere chi vi lavora. Il gruppo di cybercriminali ShinyHunters ha rivendicato la violazione dei sistemi informatici del Consiglio d’Europa, ente con sede in Francia che riunisce 46 Stati membri e gode dello status di osservatore ufficiale alle Nazioni Unite.
Cosa avrebbero sottratto gli hacker
Secondo quanto pubblicato sul sito di leak del gruppo, accessibile tramite la rete Tor, gli attaccanti avrebbero copiato oltre 429.000 file per un totale di circa 297 gigabyte, provenienti da diversi dipartimenti dell’organizzazione, tra cui le risorse umane, il Segretariato, l’Assemblea Parlamentare e la Direzione europea per la qualità dei medicinali e dell’assistenza sanitaria. Tra il materiale che ShinyHunters dichiara di avere in mano figurerebbero quindici anni di buste paga relative a più di diecimila dipendenti, oltre quattordicimila curriculum, circa 3.700 fascicoli personali e altri 10.700 documenti amministrativi, insieme a informazioni su rimborsi per trasferte, calendari di interpretariato, tabelle salariali, segnalazioni di assenze e malattie, dati bancari, coordinate fiscali legate all’URSSAF francese e valutazioni delle performance. Tra i dati personali coinvolti rientrerebbero nomi, codici identificativi, indirizzi, numeri di telefono, date di nascita, informazioni fiscali e previdenziali e cartelle cliniche. Un portavoce del Consiglio d’Europa ha confermato che l’ente sta verificando l’accaduto e valutando la situazione, senza fornire ulteriori dettagli al momento, mentre gli attaccanti avrebbero fissato al 16 giugno la scadenza per l’apertura di una trattativa, pena la pubblicazione integrale dei file sottratti.
La pista della vulnerabilità Oracle
Alcuni esperti di sicurezza informatica collegano l’episodio a una falla zero-day individuata nel software Oracle PeopleSoft, identificata con il codice CVE-2026-35273. Secondo questa ipotesi, ShinyHunters avrebbe già sfruttato la stessa vulnerabilità per colpire oltre cento organizzazioni attraverso più di trecento istanze esposte, e pochi giorni prima dell’attacco al Consiglio d’Europa il gruppo aveva rivendicato un’intrusione analoga contro l’Università di Nottingham.
ShinyHunters risulta attivo almeno dal 2019 e viene da tempo associato a una lunga serie di intrusioni di alto profilo, spesso rivolte verso clienti della piattaforma Salesforce, tra cui i casi che hanno coinvolto Carnival, Canvas, Grafana, CarGurus e Panera Bread.
Tra le vittime più recenti attribuite al collettivo figurano anche nomi noti come Ralph Lauren, Madison Square Garden Sports, JCPenney e la Commissione Europea, mentre diversi ricercatori di sicurezza collegano il gruppo a una rete più ampia di attori malevoli che includerebbe collettivi come Scattered Spider e LAPSUS$. A maggio la società di e-learning Instructure aveva raggiunto un accordo con gli estorsori dopo la violazione della piattaforma Canvas, episodio che aveva esposto dati relativi a circa 275 milioni di studenti, insegnanti e membri dello staff a livello globale. Al momento della pubblicazione di queste informazioni Oracle non ha fornito risposte alle richieste di chiarimento avanzate dai giornalisti, e resta da stabilire se la vulnerabilità sfruttata sia già stata corretta con una patch. Il Consiglio d’Europa non ha ancora confermato pubblicamente l’entità del danno né la veridicità integrale delle informazioni diffuse dal gruppo, mentre cresce l’attenzione di esperti e osservatori sulle implicazioni di un attacco che coinvolge dati sensibili di migliaia di persone legate a un’istituzione che si occupa istituzionalmente di tutela dei diritti fondamentali.
