Trentacinque milioni di dollari e un’ingiunzione permanente. Con questi termini Shutterstock ha chiuso il procedimento avviato dalla Federal Trade Commission statunitense il 13 maggio 2026, lo stesso giorno in cui la denuncia civile è stata depositata presso il tribunale federale del distretto sud di New York. L’accordo impone alla società di riformare in modo sostanziale le proprie procedure di iscrizione e cancellazione agli abbonamenti, dopo anni in cui gli utenti si sono trovati intrappolati in meccanismi progettati per rendere l’uscita complicata quanto l’entrata era stata semplice.
Rinnovi nascosti e pacchetti “una tantum” che non finivano mai
Le pratiche contestate risalgono almeno al 2020. Secondo la FTC, Shutterstock ha sistematicamente omesso di comunicare agli utenti che i piani annuali con pagamento mensile si rinnovavano automaticamente alla scadenza e che la cancellazione anticipata comportava una penale pari al 50% degli importi ancora dovuti. Queste informazioni esistevano, ma erano sepolte in clausole scritte in caratteri piccoli, difficili da individuare durante la fase di acquisto.
Altrettanto problematica era la gestione dei pacchetti on-demand, commercializzati con lo slogan “ideali per un progetto una tantum” e presentati come acquisti senza vincoli. In realtà, quei pacchetti si rinnovavano automaticamente dopo un anno o quando i download disponibili si esaurivano, generando addebiti che molti utenti scoprivano solo a posteriori, controllando l’estratto conto. La FTC ha contestato anche l’assenza di un consenso esplicito e informato prima di ogni addebito: la società prelevava gli importi senza che l’utente avesse formalmente accettato i termini nel momento in cui diventavano vincolanti.
Prima del 2024 disdire un abbonamento Shutterstock era, di fatto, impossibile da fare online. L’unica strada percorribile passava per il servizio clienti, con attese telefoniche prolungate, follow-up via email e scambi che si protraevano nel tempo. Quando la procedura digitale venne finalmente introdotta, non si rivelò una semplificazione reale: otto schermate consecutive, con sondaggi sulla motivazione, proposte di retention e richieste di conferma successive, separavano l’utente dalla cancellazione effettiva. Christopher Mufarrige, direttore dell’ufficio di tutela dei consumatori della FTC, ha chiarito che la capacità di scegliere liberamente dipende dalla qualità delle informazioni ricevute prima di firmare e dalla concreta possibilità di uscire da un contratto senza ostacoli artificiali.
Il pagamento, l’ingiunzione e la fusione con Getty Images ancora in bilico
Shutterstock ha accettato l’accordo senza ammettere né negare le proprie responsabilità. La somma di 35 milioni verrà versata interamente entro la fine del secondo trimestre 2026, attingendo alla liquidità disponibile. L’ingiunzione permanente obbliga la società a rendere espliciti tutti i termini rilevanti prima di qualsiasi addebito, a ottenere un consenso consapevole da parte degli utenti e a mantenere attivi meccanismi di cancellazione diretti e accessibili. La FTC ha definito il pagamento un risarcimento completo per i consumatori danneggiati dalle pratiche di fatturazione contestate. La vicenda si sovrappone a un momento delicato per la società: nel gennaio 2025 Shutterstock aveva annunciato l’accordo per la fusione con Getty Images, operazione allora valutata 3,7 miliardi di dollari. Le autorità regolatorie statunitensi ed europee stanno ancora esaminando l’operazione.
L’indagine della FTC era partita nell’agosto 2024, con una richiesta formale di informazioni sulle pratiche di iscrizione e cancellazione.
