Sony rischia 2 miliardi di sterline per il PlayStation Store, il processo si avvicina alla sentenza

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La Competition Appeal Tribunal di Londra ha concluso l'8 maggio 2026 il processo sulla causa da 2 miliardi di sterline promossa da Alex Neill contro Sony per le commissioni del PlayStation Store. Nei Paesi Bassi una causa parallela da oltre 400 milioni di euro coinvolge 1,7 milioni di consumatori e segue il precedente della condanna di Apple nell'ottobre 2025 per pratiche simili sull'App Store.

Il PlayStation Store si trova ad affrontare la fase più delicata della sua storia giudiziaria. Alla Competition Appeal Tribunal di Londra il processo intentato da Alex Neill contro Sony si è chiuso l’8 maggio scorso dopo circa dieci settimane di udienze. Ora tocca ai giudici stabilire se il colosso giapponese abbia abusato della propria posizione dominante nella vendita di giochi digitali, con 2 miliardi di sterline in gioco e 12,2 milioni di consumatori britannici coinvolti nell’acquisto di titoli e contenuti aggiuntivi tra il 2016 e il 2026.

Cosa rischia Sony nella causa da 2 miliardi di sterline

Il ricorso descrive Sony come il gestore di un ecosistema chiuso, capace di imporre agli utenti un unico canale di acquisto senza alternative concrete. La commissione contestata è quella storica del 30% su ogni transazione digitale.

Secondo le stime dei ricorrenti, la mancanza di concorrenza sul canale di vendita avrebbe fatto lievitare i prezzi dei contenuti digitali di circa il 20% rispetto alle copie fisiche, con un danno medio stimato in 162 sterline per utente lungo tutto il periodo coperto dalla causa. Il precedente pesa parecchio sulle attese degli osservatori legali: nell’ottobre 2025 la stessa Tribunal aveva condannato Apple a risarcire 1,5 miliardi di sterline per pratiche quasi identiche sull’App Store, riconoscendo per la prima volta una vittoria piena in un’azione collettiva opt-out britannica. Sony ha risposto alle accuse richiamando gli investimenti sostenuti in sicurezza e infrastruttura digitale. L’azienda sostiene che il modello di distribuzione adottato permetta di contenere i costi di vendita dell’hardware delle console.

La causa olandese e il fronte europeo contro il PlayStation Store

Il fronte legale contro il PlayStation Store non si ferma a Londra. Nei Paesi Bassi la fondazione Stichting Massaschade & Consument porta avanti una causa da oltre 400 milioni di euro per conto di 1,7 milioni di consumatori, tornata in aula il 29 giugno davanti al Tribunale di Midden-Nederland.

La fondazione sostiene che i giocatori olandesi abbiano pagato in media il 47% in più per le versioni digitali rispetto alle copie fisiche.

Quando su Byte.it abbiamo raccontato l’apertura del processo britannico a marzo, la causa riguardava ancora una fase iniziale del contenzioso e un importo lievemente diverso da quello discusso oggi in aula. Da allora la classe coperta dal procedimento è cresciuta fino a raggiungere gli attuali 12,2 milioni di consumatori. Negli Stati Uniti, nel frattempo, Sony ha già chiuso un contenzioso collegato con un accordo da 7,85 milioni di dollari, una somma modesta se paragonata alla scala delle richieste europee. Gli osservatori legali definiscono l’autorizzazione concessa alla fondazione olandese un passaggio procedurale significativo, perché apre la strada a iniziative simili da parte di altre associazioni di consumatori nell’Unione Europea.

Cosa cambia per l’Italia e per il Digital Markets Act

La vicenda riguarda da vicino anche il mercato italiano, tra i più rilevanti d’Europa per la base di utenti PlayStation. Il Digital Markets Act europeo non include oggi i negozi digitali delle console tra i servizi di piattaforma di base soggetti a obblighi di apertura, un perimetro pensato soprattutto per i grandi gatekeeper del settore mobile e della ricerca online. Una sconfitta di Sony a Londra, unita all’esito del procedimento olandese, potrebbe però alimentare la discussione a Bruxelles su un possibile ampliamento della normativa alle piattaforme di distribuzione dei videogiochi, sul modello di quanto già avvenuto per gli app store mobile dopo il caso Epic contro Google. Nel frattempo la sentenza della Competition Appeal Tribunal non è attesa prima della fine del 2026, mentre il procedimento olandese proseguirà con nuove udienze nei prossimi mesi.