Il governo spagnolo ha reso ufficiale l’inserimento di tre misure nella legge per la Protezione dei Minori negli Ambienti Digitali, comunicandolo tramite un post pubblicato dal primo ministro Pedro Sánchez. Il testo, attualmente all’esame del Congresso, riprende e formalizza gli annunci fatti dal leader spagnolo nelle settimane precedenti al World Government Summit di Dubai, dove aveva già delineato l’impianto della riforma davanti alla platea internazionale.
Le tre misure inserite nella legge
La prima misura riguarda il divieto di accesso ai social media per chi ha meno di 16 anni. Le piattaforme dovranno dotarsi di sistemi di verifica dell’età realmente efficaci, superando le semplici autodichiarazioni che oggi permettono l’aggiramento dei controlli in gran parte dei casi.
La seconda misura qualifica come reato la manipolazione e l’amplificazione algoritmica di contenuti illegali, introducendo così una responsabilità diretta sul funzionamento tecnico delle piattaforme. La terza misura stabilisce la responsabilità penale per gli amministratori delegati delle aziende tecnologiche che non provvedono a rimuovere contenuti illeciti dai propri servizi, un elemento che segna un cambio di approccio rispetto alla tradizionale autoregolamentazione del settore e che introduce conseguenze dirette per il vertice aziendale, non solo per l’impresa nel suo complesso.
Il contesto europeo del giro di vite
La misura spagnola si inserisce in un quadro europeo già segnato da iniziative simili. L’Australia è stata il primo paese al mondo ad applicare un divieto di questo tipo, entrato in vigore il 10 dicembre 2025 con sanzioni che per le piattaforme inadempienti possono arrivare fino a 49,5 milioni di dollari australiani.
La Francia ha approvato il divieto per i minori di 15 anni, mentre nel Regno Unito la Camera dei Lord ha votato a favore di una misura analoga, ancora da approvare alla Camera dei Comuni. Anche Danimarca e Portogallo stanno muovendosi in direzioni simili, con soglie di età che oscillano tra i 15 e i 16 anni a seconda del paese.
Il premier spagnolo ha collegato l’iniziativa anche alle indagini in corso su Instagram, TikTok e Grok, il chatbot di X, per contenuti generati tramite intelligenza artificiale che coinvolgono minori.
La coalizione dei volenterosi digitali
Sánchez ha annunciato la formazione di un’alleanza con altri cinque paesi europei, senza specificarne i nomi, con l’obiettivo dichiarato di coordinare l’applicazione transfrontaliera delle regole sulle piattaforme digitali. La coalizione punta a superare i limiti delle singole giurisdizioni nazionali, un tema che si inserisce nel quadro più ampio del Digital Services Act europeo, pienamente in vigore dall’inizio del 2024. Secondo quanto riportato dal governo spagnolo, la prima riunione operativa del gruppo è prevista nei prossimi giorni.
Il disegno di legge dovrà comunque completare l’iter parlamentare prima di diventare operativo.
