L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha messo in consultazione pubblica una bozza di linee guida sulle recensioni online, pubblicata il 30 giugno. Il documento introduce un principio semplice da enunciare ma complesso da applicare: un giudizio pubblicato in rete deve poter essere collegato a un acquisto o a un utilizzo reale del prodotto o del servizio recensito. Le osservazioni dei soggetti interessati potranno essere presentate entro il 15 luglio.
Come funziona la verifica delle recensioni
Le imprese che offrono ai clienti strumenti per recensire i propri prodotti dovranno dotarsi di sistemi capaci di confermare l’esperienza reale di chi scrive il giudizio.
Tra le soluzioni indicate figurano la documentazione fiscale, come lo scontrino, oppure l’invio del link per la recensione soltanto dopo che l’ordine risulta concluso. Le linee guida chiedono anche strumenti per rendere tracciabile l’autore di ogni recensione e meccanismi automatizzati in grado di individuare comportamenti anomali, per esempio un numero elevato di giudizi pubblicati in poco tempo dallo stesso indirizzo IP o pattern linguistici che si ripetono in modo sospetto. L’Agcm definisce la recensione in senso ampio, includendo qualsiasi apprezzamento o valutazione espressa online dai consumatori in relazione a beni, servizi o alle prestazioni del professionista che li offre.
Cosa cambia per le piattaforme e per le piccole imprese
Le linee guida distinguono tra chi offre strumenti per recensire i propri beni e chi gestisce servizi di pubblicazione di recensioni relative all’offerta di terzi, con obblighi aggiuntivi legati alla gestione dei reclami e alla rimozione dei contenuti illeciti.
Vale il principio di proporzionalità.
Una grande piattaforma esposta a un rischio elevato di frodi e con maggiori risorse a disposizione può ricorrere a strumenti più sofisticati, compresi sistemi di intelligenza artificiale seguiti da una revisione umana dei contenuti segnalati. Una piccola impresa della ristorazione o un albergo a conduzione familiare non viene chiamato allo stesso livello di complessità tecnica, pur restando soggetto agli obblighi di trasparenza sui criteri di pubblicazione, gestione e moderazione delle recensioni. Resta fermo il divieto di occultare i giudizi negativi, di scoraggiarne la pubblicazione o di riferire gli apprezzamenti dei consumatori a contenuti diversi da quelli effettivamente valutati. Le linee guida diventano vincolanti per il settore della ristorazione e delle strutture ricettive turistiche, comprese attività termali e attrazioni, in attuazione della legge 34 del 2026. Negli altri comparti merceologici assumono invece la forma di indicazioni generali.
Le reazioni delle associazioni dei consumatori
Le associazioni di categoria si sono espresse con toni diversi sul contenuto del documento messo in consultazione. Federconsumatori considera un passo avanti l’introduzione di paletti su trasparenza, verificabilità e prove concrete dell’acquisto, sottolineando come il mercato delle recensioni incentivate distorca le scelte di milioni di consumatori. Il Codacons giudica invece le misure insufficienti e chiede una revisione più ampia della normativa, in particolare alla luce della diffusione dell’intelligenza artificiale generativa, che secondo l’associazione può aumentare il rischio di contenuti prodotti in serie.
Assoutenti valuta positivamente la previsione di un codice QR per verificare l’autenticità della recensione, misura che l’associazione aveva richiesto in modo specifico. Il presidente Gabriele Melluso segnala però che la legge concede solo trenta giorni di tempo all’utente per recensire un bene o un servizio e non prevede alcun coinvolgimento diretto delle associazioni dei consumatori nel contrasto alle recensioni false.
