sicurezza online

Team di professionisti in sala riunioni con bandiera dell’Unione europea che analizza dashboard e grafici sul dibattito europeo sui limiti d’età per l’accesso ai social media.

Divieto social minori, il Consiglio d’Europa avverte: “servono controlli e sanzioni efficaci per le piattaforme”

3 minuti di lettura 23 Febbraio 2026

Il Consiglio d’Europa invita gli Stati a evitare divieti generalizzati dei social per under 16 e chiede obblighi legali per le piattaforme digitali. Al centro del dibattito europeo ci sono trasparenza degli algoritmi, valutazione dei rischi per i minori e sanzioni effettive in caso di violazioni. Una posizione che incide direttamente sulla regolamentazione dei social network e sull’applicazione del Digital Services Act in Europa.

Donna adulta in un ufficio moderno osserva uno schermo con interfaccia di chatbot sfocata, luce fredda e composizione pulita in formato 16:9

Social vietati agli under 16 e stretta sui chatbot, in UK si stringe sulle piattaforme

3 minuti di lettura 16 Febbraio 2026

Il governo del Regno Unito valuta un divieto dei social media per i minori di 16 anni e una modifica della legge sulla sicurezza online per includere anche i chatbot nelle regole di tutela dei minori. Le nuove misure prevedono controlli più stringenti sulla verifica dell’età e maggiori responsabilità per le piattaforme digitali, con interventi legislativi attesi entro pochi mesi.

Adolescente seduta in casa mentre utilizza uno smartphone, espressione concentrata, ambiente domestico sfocato sullo sfondo, immagine collegata al tema cyberbullismo e tutela dei minori online

App europea contro il Cyberbullismo, il piano della Commissione UE che aggiorna il Digital Services Act

3 minuti di lettura 12 Febbraio 2026

Con l’aggiornamento del Digital Services Act contro il cyberbullismo, la Commissione UE prepara obblighi più stringenti per social, piattaforme e servizi video quando ci sono minori. Tra le misure attese: strumenti di blocco e muting più accessibili, divieto di aggiungere ragazzi a gruppi senza consenso, segnalazioni più semplici dei contenuti dannosi.

Persona che effettua la verifica dell’età su Discord tramite selfie con smartphone, in un contesto di controllo digitale dell’identità e tutela dei minori online

Discord introduce la verifica dell’età globale e affida i controlli a fornitori esterni

3 minuti di lettura 9 Febbraio 2026

Da marzo l’accesso completo a Discord richiede la conferma della maggiore età tramite scansione del volto o documento. Gli account partono con limitazioni automatiche su server 18+, contenuti grafici e canali stage. I controlli sono gestiti da fornitori esterni con cancellazione rapida dei dati, tra sicurezza dei minori e nuove frizioni per gli utenti adulti.

Uno smartphone appoggiato su un tavolo con le notifiche disattivate e le luci della città sullo sfondo. L’immagine richiama l’esclusione improvvisa dagli spazi digitali e l’interruzione forzata delle relazioni online, conseguenza concreta di un ban permanente deciso dalla piattaforma. Se vuoi, posso anche adattare il testo foto in versione più SEO-oriented o più editoriale puro, a seconda di dove va pubblicata

Meta porta davanti ai giudici interni il potere di bannare per sempre

3 minuti di lettura 20 Gennaio 2026

Meta chiede al suo Consiglio di Sorveglianza di valutare la legittimità dei ban permanenti discrezionali su Instagram. Il caso apre un confronto su trasparenza, proporzionalità e potere delle piattaforme digitali. Una decisione che può incidere sul futuro di creator, imprese e libertà di espressione online

Persona davanti a uno schermo con interfaccia di intelligenza artificiale che genera un volto digitale, a rappresentare i rischi dei deepfake non consensuali e la regolazione dell’AI online

Il Regno Unito rende illegali i deepfake sessuali non consensuali dopo il caso Grok

3 minuti di lettura 13 Gennaio 2026

Il Regno Unito introduce sanzioni penali e obblighi proattivi per le piattaforme contro i deepfake intimi generati dall’intelligenza artificiale. L’Online Safety Act entra in una nuova fase di enforcement che coinvolge direttamente chatbot e servizi di AI. Il caso Grok diventa un precedente chiave per la tutela dei diritti digitali