Dal palco di Forward.Talks Byte ha avuto la sua prima esclusiva con la notizia del rinvio di alcune norme dell’AI Act prima che la decisione fosse ufficializzata a Bruxelles. Accadeva durante la seconda edizione dell’evento ideato da Antonino Polimeni, il 3 e 4 ottobre 2025, quando emergeva un’indicazione che Byte pubblicò il 10 ottobre: il Parlamento europeo era pronto a valutare un rinvio degli obblighi per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, allora fissati al 2 agosto 2026. A dirlo era l’eurodeputato Brando Benifei, correlatore del regolamento, che parlava di richieste già avanzate da molti colleghi e immaginava un rinvio condizionato, con l’impegno della Commissione ad attivare specifiche comuni se gli standard tecnici non fossero stati pronti. Benifei anche quest’anno sarà tra i protagonisti di Forward e si soffermerà sulle difficoltà dei rapporti tra aziende e piattaforme.
Rinvio dell’AI Act sull’alto rischio
Sei settimane dopo, il 19 novembre 2025, la Commissione presentava il Digital Omnibus on AI, con un meccanismo proprio di quel tipo: obblighi agganciati alla disponibilità di standard e linee guida, con due termini ultimi di garanzia. Nel negoziato Consiglio e Parlamento hanno però scelto la certezza e hanno trasformato quei termini in scadenze fisse. L’accordo in trilogo è arrivato il 7 maggio 2026, seguito dal voto dell’Eurocamera il 16 giugno e dal via libera definitivo del Consiglio il 29 giugno, mentre il Regolamento (UE) 2026/1744, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 24 luglio, è in vigore dal 27 luglio. Oggi il calendario è chiaro: gli obblighi per i sistemi ad alto rischio autonomi, quelli usati per selezione del personale, credito, istruzione e accesso ai servizi, scattano il 2 dicembre 2027; quelli per i sistemi integrati nei prodotti il 2 agosto 2028. Il rinvio è più lungo di quanto si ipotizzasse a Milano e arriva senza condizioni, pur seguendo la direzione emersa in quei giorni. Nel frattempo gli obblighi di trasparenza sono partiti regolarmente il 2 agosto scorso.
Quella di Forward 2025 fu anche l’edizione di lancio di Byte, allora Byte.Legali, annunciata proprio in quei giorni da Polimeni.Legal, titolare della testata, che a maggio ha preso il nome di Byte.it con il payoff “Tecnologia, Diritto e Politica”.
Forward.Talks 2026 a Milano, relatori e temi della terza edizione
Forward.Talks, anche quest’anno, non tradisce il suo spirito e mette nella stessa sala chi scrive le regole, chi le fa rispettare, chi rappresenta i consumatori e chi vende online, soggetti che di solito si confrontano a distanza tra istruttorie, segnalazioni, tavoli tecnici e convegni di settore. Giovedì 1° ottobre, dalle 19:30, la terza edizione si apre al Teatro Santeria Toscana 31, dentro la Milano Digital Week 2026, con la formula della cena-dibattito e senza sponsor né presentazioni commerciali.
Dodici i relatori, presentati nei giorni scorsi su Byte. Dal versante istituzionale interverranno lo stesso Benifei e il senatore Nicola Irto, primo firmatario del ddl sul Tribunale del Digitale. Per l’AGCM ci sarà Iacopo Berti, responsabile del Dipartimento per la tutela del consumatore, mentre per i consumatori parlerà Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. L’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta sarà intervistata dal direttore di Byte, Riccardo Tripepi. Alla tavola rotonda delle aziende, moderata da Sara Barni, direttrice Librerie Digitali del Gruppo Feltrinelli, siederanno Elena Midolo, CEO di Clio Make-up, e Marella Levoni, socia e direttrice Comunicazione di Levoni. Con loro ci sarà Marco Catani, Strategy e Research Lead di EssilorLuxottica, mentre a portare sul palco il punto di vista della ricerca sarà Inès El Gataa, matematica e ricercatrice nel campo dell’intelligenza artificiale. Nel corso della serata si parlerà dei rapporti tra aziende e piattaforme, degli effetti dell’intelligenza artificiale sulla società, di geopolitica, sovranità digitale e diritti, oltre che di marketing ed e-commerce. Byte sarà in sala per raccontare la serata.
