Un Tamagotchi con l’intelligenza artificiale, Meta con Charm sfida Apple e Google sul terreno degli agenti

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Al Meta Connect 2026 Mark Zuckerberg ha presentato Muse Charm, dispositivo tascabile con display da circa cinque centimetri che dà accesso all'agente Muse senza passare dal telefono e arriverà entro dicembre, con prezzo ancora da comunicare. Meta ha annunciato anche i Ray-Ban Meta Audio senza videocamera, da 349 dollari e in consegna dal 13 ottobre, e i Meta VR Glasses da 1.299 dollari attesi nella primavera 2027

Mark Zuckerberg ha riservato al finale del keynote del Meta Connect un oggetto grande quanto un portachiavi, con il quale Meta porta il proprio agente di intelligenza artificiale fuori dallo smartphone. Si chiama Muse Charm, ha l’aspetto di un piccolo quadrato argentato con un display di circa cinque centimetri e si attiva con una pressione sul sensore di impronte digitali collocato sul bordo, dopodiché risponde alle domande senza alcun collegamento al telefono.

Cos’è Muse Charm e quando arriva in vendita

Charm sarà in vendita entro dicembre, in tempo per le festività, ma Meta non ne ha ancora comunicato il prezzo. L’agente Muse, lanciato l’8 settembre, per ora è disponibile soltanto negli Stati Uniti.

Il dispositivo usa un sistema operativo nuovo, costruito per far girare Muse su hardware proprietario, ed è nato nel laboratorio di design guidato da Alan Dye, per anni responsabile delle interfacce di Apple, in collaborazione con il gruppo che Meta dedica alla superintelligenza. Zuckerberg ha ammesso che finora ne sono stati prodotti pochi esemplari, mentre secondo fonti a conoscenza del progetto il debutto era previsto per il 2027 e sarebbe stato anticipato su richiesta diretta del fondatore, deciso a presentarlo e a metterlo sul mercato già quest’anno. Nella presentazione il numero uno di Meta lo ha descritto come il modo più rapido per parlare con il proprio agente quando non si indossano gli occhiali smart del gruppo. Con Charm la società si costruisce un accesso diretto all’utente che scavalca gli store di Apple e Google, dentro i quali Muse è stato distribuito fino a oggi attraverso le app per iPhone e Android. In questo modo l’agente diventa l’interfaccia attraverso cui scegliere prodotti e servizi. La novità interessa anche il regolamento europeo sui mercati digitali, che inserisce assistenti virtuali e sistemi operativi tra i servizi di piattaforma di base e che già considera Meta un gatekeeper per i suoi social e per la messaggistica.

Cosa potrà fare Muse e i nuovi occhiali di Meta

L’agente guadagna le videochat in diretta e le conversazioni vocali in tempo reale con voci personalizzabili. A ciascun utente Meta assegnerà inoltre un indirizzo email dedicato al proprio agente. Sul fronte degli acquisti, Muse potrà comprare per conto dell’utente presso diversi rivenditori statunitensi, tra cui Walmart e Instacart, un annuncio arrivato pochi giorni dopo che Amazon aveva escluso l’agente dal proprio negozio online con la contestazione di un accesso non autorizzato da parte di un software che navigava senza dichiararsi. Muse arriverà anche sugli occhiali Meta con capacità multimodali, perché potrà ascoltare e osservare quello che accade attorno a chi li indossa, mentre l’app per macOS riceverà funzioni per usare direttamente il computer e portare a termine attività al posto dell’utente.

I Meta VR Glasses, primo visore del gruppo dal 2024, risultano più sottili e leggeri dei vecchi Quest grazie a un modulo esterno che ospita processore Qualcomm e batteria. Costeranno 1.299 dollari e arriveranno nella primavera 2027.

I Ray-Ban Meta Audio sono invece i primi occhiali smart dell’azienda privi di videocamera: pesano 43 grammi, dichiarano fino a 12 ore di autonomia e partono da 349 dollari, con spedizioni dal 13 ottobre e disponibilità confermata anche in Italia. L’assenza dell’obiettivo lascia aperto il fronte dell’audio, visto che gli occhiali restano in ascolto della parola che attiva l’agente e Meta, nell’annuncio, non ha indicato tutele specifiche per le persone che si trovano accanto a chi li indossa. Il lancio segue mesi di contestazioni sui modelli con fotocamera, culminate a marzo in una class action negli Stati Uniti per la revisione di filmati sensibili da parte di collaboratori in Kenya e in un’indagine dell’autorità britannica per la protezione dei dati.