W, il social europeo apre le porte il 17 giugno. Per entrare devi dimostrare di essere una persona reale.

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W Social, la piattaforma europea nata a Davos come alternativa a X, aprirà la sua beta pubblica il 17 giugno a Bruxelles con accesso riservato agli utenti verificati tramite documento d'identità. I dati degli iscritti saranno ospitati esclusivamente su server europei di aziende europee, in conformità con il GDPR e il Digital Services Act.

W Social aprirà la sua versione beta pubblica il 17 giugno a Bruxelles. Lo ha annunciato la società con un comunicato stampa ufficiale, fissando così una data concreta per un progetto che da gennaio circolava soprattutto come dichiarazione d’intenti. La scelta della capitale europea come sede del lancio racconta già qualcosa sulle ambizioni della piattaforma: la CEO Anna Zeiter ha ripetuto più volte che se le istituzioni politiche europee cominciassero a pubblicare su W invece che su X, il progetto avrebbe già centrato uno dei suoi obiettivi.

Cosa è W Social e da dove viene

W Social è una start-up privata costituita in Svezia come W Social AB, sussidiaria di “We Don’t Have Time”, una piattaforma mediatica focalizzata sul clima. A guidarla è Anna Zeiter, giurista tedesca con un dottorato all’Università di Amburgo e oltre un decennio trascorso come Chief Privacy Officer di eBay. Il nome W richiama il pronome collettivo “We” e le domande fondamentali del giornalismo investigativo – chi, cosa, quando, dove, perché – mentre le due V che formano graficamente la lettera stanno per “Values” e “Verified”. Lo slogan ufficiale è “Trust Your Feed”.

Nonostante alcune narrazioni circolate online nei mesi scorsi, la Commissione europea ha smentito con chiarezza qualsiasi coinvolgimento diretto: W è finanziata da oltre 750 investitori privati provenienti da circa quindici paesi, in larga parte dalla regione nordica. La società madre ha ricevuto in passato fondi europei per attività legate alla comunicazione sul clima, ma nessuna di quelle risorse è confluita nel progetto W. Sul piano strutturale la piattaforma è costruita sull’AT-Protocol, lo stesso standard aperto adottato da Bluesky, il che rende i contenuti pubblicati interoperabili con altri servizi compatibili. Per l’infrastruttura dati la scelta è caduta su Proton per la posta crittografata e su UpCloud, provider cloud finlandese, per l’hosting.

La caratteristica che distingue W da quasi tutti i concorrenti è la verifica obbligatoria dell’identità. Gli utenti devono autenticarsi tramite un’applicazione separata chiamata W Identity, che legge il documento d’identità direttamente sul dispositivo senza trasmettere i dati personali all’esterno, salvo scelta esplicita dell’iscritto. Il sistema consente anche la verifica anonima come essere umano reale, senza necessità di rendere pubblico il proprio nome. Tutta l’infrastruttura è ospitata su server europei gestiti da aziende europee, in conformità con il GDPR e il Digital Services Act. Questa impostazione risponde a una preoccupazione concreta che ha alimentato il dibattito sul ruolo delle piattaforme americane in Europa, dove la maggior parte dei dati social degli utenti transita su infrastrutture controllate da soggetti extraeuropei, con tutte le implicazioni che questo comporta sul piano della sovranità digitale e della protezione delle informazioni personali.

La beta pubblica e la strada verso il lancio completo

Il progetto aveva previsto inizialmente una beta ristretta a febbraio 2026, con circa mille tester selezionati invitati a testare la piattaforma e suggerire miglioramenti. Lo slittamento al 17 giugno porta con sé una differenza rilevante rispetto al piano originario: la beta sarà aperta al pubblico, accessibile a chiunque voglia registrarsi e completare la verifica dell’identità. Dopo il lancio di giugno, la roadmap prevede l’annuncio di partner editoriali in estate, seguito dal rilascio della versione completa della piattaforma entro la fine del 2026. La società ha dichiarato di aver garantito la copertura finanziaria per l’intero anno e di avere in programma un round di finanziamento più ampio nel corso dei prossimi mesi.

Il confronto con Bluesky resta sullo sfondo. Quando X ha perso consenso in Europa, Bluesky ha attratto una parte degli utenti in uscita, ma la sua capacità di trattenere quell’audience si è rivelata limitata: Ursula von der Leyen conta 1,6 milioni di follower su X contro circa 120.000 su Bluesky, un dato che misura la distanza tra presenza formale e peso reale della comunicazione istituzionale sulle piattaforme alternative.