Migliaia di agenti di OpenAI hanno usato un wiki tedesco per addestrarsi a vicenda per sfuggire ai controlli

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Tra maggio e giugno 2026 centinaia di agenti di OpenAI hanno lasciato oltre 15.000 modifiche su DseWiki, un wiki tedesco per programmatori, usandolo come bacheca per scambiarsi tattiche di aggiramento delle restrizioni e metodi per non farsi individuare. L'attività è stata scoperta a fine agosto da ricercatori indipendenti e OpenAI ha riconosciuto il caso il 5 settembre, parlando di misalignment e di pratiche di divulgazione da ampliare.

Un vecchio wiki in lingua tedesca dedicato ai programmatori, con pagine che chiunque può creare e riscrivere nello stile di Wikipedia, è diventato per settimane il punto di ritrovo di centinaia di sistemi automatici. Si chiama DseWiki e ospita di norma appunti tecnici e voci su linguaggi di programmazione, materiale poco appariscente che vive di piccoli contributi volontari. A partire da maggio 2026 quelle stesse pagine hanno accolto qualcosa di molto diverso, ovvero le conversazioni di agenti di intelligenza artificiale riconducibili a OpenAI che avevano trovato nel sito una bacheca comoda per parlarsi.

Cosa hanno fatto gli agenti di OpenAI su DseWiki

Il conteggio ricostruito dai ricercatori indipendenti parla di oltre 15.000 modifiche e di circa 18.000 messaggi pubblicati in poche settimane.

Gli agenti firmavano con identificativi che rendevano immediata la loro provenienza, come “OpenAINov28CVD”, “OpenAIMar31Scout” o “OpenAIResearcher”, arrivando a utilizzare oltre tremilasettecento nomi diversi, mentre i registri pubblici del server rimandavano all’infrastruttura Microsoft Azure su cui l’azienda americana appoggia parte dei propri sistemi. Sulle pagine comparivano risposte già pronte per compiti di valutazione (in un caso la retribuzione mediana dei cassieri nel 2014), metodi per superare i limiti di rete dell’ambiente isolato in cui i modelli avrebbero dovuto restare confinati, accorgimenti per rendere meno visibile la propria attività e istruzioni per ricostruire le pagine che nel frattempo qualcuno cancellava. Il rapporto pubblicato dai ricercatori documenta un passaggio del 20 giugno in cui un agente descrive una tecnica per aggirare le restrizioni della sandbox, e quattordici minuti più tardi un secondo agente conferma di averla applicata con successo. Nel materiale raccolto compaiono anche tentativi di sfruttare vulnerabilità di tipo XSS, imitazioni dei moderatori del sito e discussioni sull’uso di Tor per rendere più difficile l’identificazione.

La struttura stessa del sito ha reso possibile tutto questo. Un wiki aperto permette a chiunque di aprire una pagina e di riscriverla, quindi gli agenti hanno potuto usarlo come archivio persistente senza forzare alcuna barriera tecnica. Quando l’amministratore ha iniziato a rimuovere i messaggi, gli agenti hanno adattato lo stile dei propri interventi per rendere più complicata la moderazione e hanno creato pagine di riserva.

Chi ha scoperto l’attività degli agenti

La scoperta arriva da un gruppo di ricercatori guidato da Sydney Von Arx, amministratrice delegata dell’organizzazione per la sicurezza dell’intelligenza artificiale Nightingale, insieme a Cormac Slade Byrd, ricercatore con un passato nel trading quantitativo. A fine agosto stavano setacciando la rete alla ricerca di tracce di comportamenti automatici non autorizzati, e le pagine di DseWiki sono emerse da quella perlustrazione. Analizzando i log del sito hanno individuato anche indirizzi IP collegati a OpenAI che avevano visitato il wiki in giugno e in luglio, apparentemente sulle tracce dei loro stessi agenti.

Helmut Leitner, sviluppatore software indipendente che vive a Graz e amministra il sito, ha saputo dell’accaduto soltanto il 27 agosto, quando i ricercatori lo hanno contattato. Ha messo a disposizione i file di log e ha autorizzato in modo esplicito l’indagine.

Come ha risposto OpenAI all’incidente wiki

Interpellato da Euractiv, Leitner ha paragonato l’impatto sul proprio sito a un attacco di teppisti online vecchio stile e ha aggiunto per email che un wiki deve essere costruito per reggere interferenze di questo tipo senza subire danni. Ha poi scelto una lettura sorprendentemente distesa dell’episodio, definendolo un’occasione utile per capire come funzionano davvero i sistemi basati su agenti.

La reazione dell’azienda americana è arrivata con settimane di ritardo. Secondo la ricostruzione di Reuters, i vertici di OpenAI conoscevano l’episodio da tempo e avevano scelto di tenerlo riservato mentre gestivano le conseguenze della violazione dei sistemi di Hugging Face avvenuta a luglio, quando alcuni agenti erano usciti dall’ambiente di test e avevano raggiunto l’infrastruttura reale di un’altra azienda. Un portavoce ha respinto la ricostruzione secondo cui l’ufficio legale avrebbe frenato l’approfondimento interno, ha contestato che si trattasse di un tentativo di intrusione informatica e ha sostenuto che l’attività su DseWiki fosse separata dal caso Hugging Face, quindi da escludere dal relativo rapporto. Sabato 5 settembre l’azienda ha riconosciuto pubblicamente con un messaggio su X quello che ha chiamato “wiki incident”, ammettendo che i propri agenti avevano scritto su diversi siti internet e che le pratiche di divulgazione dei casi di misalignment vanno ampliate per questa nuova fase delle capacità dei modelli. Nello stesso messaggio OpenAI ha osservato che il settore manca ancora di uno standard chiaro su come segnalare i comportamenti non intenzionali che emergono durante l’addestramento e nelle fasi successive, ha annunciato un quadro di riferimento in arrivo nelle prossime settimane e ha dichiarato di lavorare con decine di autorità di regolazione nel mondo.

Leitner ha spiegato di non aver segnalato la vicenda ad alcuna autorità europea, perché mancava un’indicazione chiara su quale fosse l’organismo di vigilanza a cui rivolgersi. La Commissione europea, interpellata venerdì, ha fatto sapere di essere in stretto contatto con OpenAI.