Redazione giornalistica moderna al tramonto, con giornalisti al lavoro, quotidiani cartacei sulle scrivanie e monitor che mostrano grafici, flussi di dati e un’interfaccia di chatbot IA. Linee luminose collegano gli articoli agli strumenti digitali di analisi

NYT e Economist si uniscono alla coalizione per fermare l’uso gratuito dei contenuti per addestrare l’AI

4 minuti di lettura 13 Ottobre 2026

New York Times, AFP, Economist e Atlantic sono tra gli oltre quaranta nuovi membri di SPUR, la coalizione nata a Londra a febbraio che ora riunisce più di ottanta editori e associazioni in oltre venti Paesi. Il gruppo ha pubblicato il 2 ottobre il Content Telemetry Standard, un protocollo open source con cui agenti e sviluppatori di modelli di IA registrano quando un contenuto giornalistico viene recuperato, usato come base di una risposta, citato o mostrato all’utente.

Giovane musicista di spalle in un home studio notturno, davanti a un monitor con una traccia audio generata dall’intelligenza artificiale e una finestra sulle condizioni d’uso, tra tastiera MIDI e microfono professionale

Le canzoni create con l’IA appartengono a chi le crea? L’Antitrust italiana apre il caso Suno

5 minuti di lettura 6 Ottobre 2026

L'AGCM ha avviato un'istruttoria su Suno Inc. per presunte clausole vessatorie nei Termini di Servizio, tra cui modifiche unilaterali dei prezzi, cancellazione degli account senza preavviso, limiti di responsabilità e arbitrato obbligatorio negli Stati Uniti. Sotto esame anche la licenza sui contenuti degli utenti, giudicata troppo generica, e la rinuncia ai diritti morali d'autore in contrasto con la legge 633/1941

Loghi OpenAI e Microsoft su sfondo scuro in una composizione fotografica dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale, tecnologia ed editoria.

Un dirigente Microsoft ha definito lo scraping per l’IA “il più grande furto di lavoro della storia umana”

5 minuti di lettura 18 Settembre 2026

Gli atti resi pubblici il 17 settembre 2026 nella causa promossa dal New York Times riportano memo e deposizioni in cui dirigenti di Microsoft e OpenAI definiscono i modelli generativi sostitutivi del lavoro editoriale. Nei documenti compare anche uno scambio interno sul superamento del paywall del quotidiano e la testimonianza giurata di Satya Nadella sui contenuti a pagamento da concedere in licenza.

Giornalista al lavoro in una redazione al tramonto, con monitor che mostrano risultati di ricerca e luce naturale proveniente dalle grandi vetrate.

Gli editori rischiano di perdere traffico se rifiutano l’IA generativa di Google. Bruxelles vuol vederci chiaro

5 minuti di lettura 2 Settembre 2026

La Commissione europea ha inviato agli editori un questionario su come useranno la possibilità di escludere i contenuti dalle funzioni di intelligenza artificiale di Google, con risposte attese entro il 28 agosto. L'indagine riguarda anche la fusione tra AI Overviews e AI Mode annunciata da Google a maggio e si inserisce nel procedimento antitrust aperto dalla Commissione a dicembre 2025.

Microfono a condensatore professionale su asta e cuffie appoggiate su un tavolo in uno studio radiofonico illuminato da luci soffuse

Voci rubate per l’IA, nove giganti tech finiscono in tribunale in Illinois

3 minuti di lettura 21 Agosto 2026

Nove cause collettive depositate a Chicago accusano Apple, Amazon, Meta, Microsoft, Nvidia, Samsung, Alphabet, Adobe ed ElevenLabs di aver usato voci registrate senza consenso per addestrare sistemi di intelligenza artificiale. Le richieste si fondano sulla legge sulla privacy biometrica dell'Illinois e non sul diritto d'autore, aprendo un fronte legale diverso da quello finora prevalente nelle cause contro l'IA generativa

Smartphone su una scrivania d’ufficio con icone di social network sullo schermo, accanto a una tazza di caffè, giornali e appunti, illuminati dalla luce naturale proveniente da una finestra laterale

Big tech nel mirino australiano, chi non paga gli editori dovrà cedere il 2,5% dei ricavi pubblicitari

3 minuti di lettura 20 Agosto 2026

Il parlamento di Canberra ha approvato il News Bargaining Incentive, che applica un prelievo del 2,5% sui ricavi pubblicitari locali di Meta, Google, TikTok e LinkedIn quando non raggiungono accordi con almeno otto editori australiani. La soglia di applicazione riguarda le piattaforme con ricavi pubblicitari locali superiori a 250 milioni di dollari australiani, circa 178 milioni di dollari statunitensi.

Cuffie professionali appoggiate su una consolle audio in uno studio di registrazione, con forme d’onda sonore sullo schermo e illuminazione calda

Il tribunale di Monaco condanna Suno per aver copiato canzoni protette

3 minuti di lettura 31 Luglio 2026

Il tribunale regionale di Monaco ha stabilito che i modelli di Suno hanno memorizzato e riprodotto sei brani rappresentati da GEMA, tra cui Forever Young e Big in Japan degli Alphaville. La sentenza impone alla società statunitense di rivelare i ricavi illeciti e di risarcire i danni, il cui importo sarà quantificato in una fase successiva del procedimento.

Primo piano di uno schermo di laptop che visualizza una pagina di risultati di ricerca con un riquadro di sintesi generata dall'intelligenza artificiale in evidenza sopra un elenco di collegamenti sfocati.

La Germania sfida Google e Perplexity, le risposte dell’IA diventano contenuto editoriale

5 minuti di lettura 15 Luglio 2026

La ZAK ha emesso il 14 luglio 2026 i primi provvedimenti contro Google AI Overviews e Perplexity, qualificandoli come fornitori di contenuti propri esclusi dal regime di esenzione del Digital Services Act. Entrambe le aziende possono presentare ricorso, mentre Google ha già annunciato l'intenzione di impugnare la decisione davanti ai tribunali competenti.

Facciata della Corte di giustizia dell’Unione europea a Lussemburgo, con le torri dalle vetrate dorate, l’ingresso istituzionale e le bandiere degli Stati membri

Editori e piattaforme ai ferri corti, La Danimarca si schiera con il Belgio contro Google e Meta davanti alla Corte UE

5 minuti di lettura 6 Luglio 2026

Il governo danese ha depositato un intervento formale a sostegno del Belgio nella causa C-663/24 davanti alla Corte di giustizia dell'Unione europea, con udienza fissata per il 6 e 7 luglio 2026. La controversia coinvolge Google, Meta, Spotify, Sony e Streamz e riguarda l'applicazione dell'articolo 15 della direttiva Copyright DSM sulla remunerazione degli editori per l'uso online dei contenuti giornalistici.