Claude usato per virus, missili e spionaggio. L’inquietante rapporto di Anthropic sui nuovi rischi per l’AI

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Anthropic ha pubblicato un rapporto sulle minacce che documenta cinque casi di possibile ricerca su armi biologiche legate a Claude tra dicembre 2025 e agosto 2026. Il rapporto descrive anche spionaggio informatico russo, sorveglianza cinese e software per missili e droni sviluppato con l'aiuto del modello.

Il rapporto arriva in una settimana già turbolenta per il settore. Il 9 settembre 2026, un giorno prima della pubblicazione, il ricercatore Jacob Coxon si è dimesso da Anthropic motivando la scelta con la convinzione che l’azienda e OpenAI stiano correndo verso una superintelligenza capace di auto-migliorarsi senza controlli adeguati, mentre lo stesso giorno il senatore Josh Hawley ha aperto un’indagine sulla gestione di un incidente di cybersicurezza avvenuto durante test interni di OpenAI. Questo il contesto in cui Anthropic ha scelto di rendere pubblico il rapporto più esteso finora diffuso sull’uso improprio dei propri modelli Claude, un documento di circa 154 pagine che ricostruisce oltre quaranta gruppi di minaccia individuati e bloccati dall’azienda. Il testo copre sette categorie di rischio, dalle operazioni di spionaggio informatico alla ricerca biologica sensibile, passando per sorveglianza di massa, propaganda di stato, sviluppo di armi convenzionali, truffe finanziarie e tentativi di sottrarre le capacità del modello attraverso tecniche di distillazione. Jacob Klein, responsabile dell’intelligence sulle minacce di Anthropic, ha definito la situazione incredibilmente sfumata, perché distinguere una ricerca scientifica legittima da un tentativo di arma richiede quasi sempre un’analisi caso per caso.

Una domanda di finanziamento per il virus chikungunya

Il caso più delicato tra quelli descritti nel rapporto risale a maggio 2026. Un ricercatore ha chiesto a Claude di aiutarlo a scrivere una domanda di finanziamento per uno studio di gain-of-function sul virus chikungunya, un patogeno trasmesso da zanzare privo di una cura autorizzata e capace di provocare dolori articolari e febbre per settimane.

Il progetto puntava a modificare due caratteristiche del virus, la trasmissibilità e la capacità di eludere la risposta immunitaria, attraverso mutazioni indotte su animali infettati ripetutamente in laboratorio, e la richiesta indicava che il lavoro sarebbe stato condotto presso un istituto di ricerca militare, un dettaglio che secondo Anthropic ha fatto scattare un livello di attenzione superiore rispetto ad altre domande simili ricevute nello stesso periodo. Il sistema di classificazione biologica dell’azienda ha bloccato la richiesta e gli account collegati sono stati sospesi, ma Anthropic ammette di non avere elementi per stabilire se l’obiettivo reale fosse la costruzione di un’arma oppure lo sviluppo di un vaccino, dato che le competenze scientifiche necessarie per i due scopi si sovrappongono quasi interamente. Gli operatori coinvolti avrebbero comunque provato ad aggirare il blocco instradando le richieste più delicate verso un modello concorrente con controlli meno stringenti, un’operazione che secondo il rapporto sfruttava un’infrastruttura statunitense per eludere le restrizioni regionali applicate da Anthropic.

Altri quattro casi di ricerca biologica sensibile

Il rapporto descrive altri quattro episodi legati alla biologia, distinti dal caso della chikungunya per gravità e contesto. Un utente ha usato server di anonimizzazione per approfondire l’adattamento ai mammiferi del virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità, un patogeno che gli esperti di sanità pubblica considerano tra i più pericolosi per il rischio pandemico che porta con sé.

Altri casi coinvolgono ricerche su orthopoxvirus e su composti derivati da tossine e veleni. Anthropic ha mantenuto riservate le identità delle persone e delle istituzioni coinvolte in ciascuno di questi episodi.

Uno dei casi più articolati riguarda una piattaforma che serviva decine di virologi e che instradava il traffico attraverso infrastrutture statunitensi proprio per aggirare i blocchi regionali imposti da Anthropic sull’accesso a Claude. Quando i classificatori di sicurezza biologica hanno bloccato le richieste relative al potenziamento del virus chikungunya, gli sviluppatori della piattaforma hanno chiesto allo stesso Claude di scrivere il codice necessario a instradare automaticamente le richieste più sensibili verso un modello concorrente dotato di controlli meno rigidi, trasformando di fatto lo strumento in un sistema di elusione costruito su misura. Anthropic sottolinea che i suoi modelli più recenti, Fable e Mythos, non risultano coinvolti in nessuno dei casi biologici descritti nel rapporto, a differenza dei modelli precedenti, impiegati invece dagli operatori individuati in quasi tutti i casi.

Un’operazione legata ai servizi segreti russi

Il rapporto attribuisce a un gruppo con caratteristiche compatibili con Midnight Blizzard, noto anche come APT29 e collegato al servizio segreto estero russo SVR, un’operazione di spionaggio informatico contro obiettivi ucraini ed europei, oltre a canali diplomatici, comprese aziende produttrici di droni.

Anthropic descrive l’operazione come quasi interamente automatizzata attraverso flussi di lavoro basati su Claude, capaci di gestire in autonomia sia le fasi di phishing sia la configurazione dell’infrastruttura usata poi per sottrarre i dati, con un livello di delega alla macchina che l’azienda definisce inedito rispetto ai casi precedenti attribuiti allo stesso gruppo da Microsoft fin dal 2018. Il rapporto segnala inoltre una possibile sovrapposizione con una campagna denominata CaptiveCrunch, documentata da Microsoft il 31 luglio 2026 e rivolta contro strutture alberghiere, mentre l’identificativo interno assegnato da Anthropic all’attore è GTG-20006. Separatamente, un presunto operatore russo indipendente, con probabili legami con l’Accademia delle scienze russa più che con un ente statale, ha usato Claude Code per mettere a punto il software di uno sciame di droni kamikaze.

Sorveglianza di dissidenti e minoranze religiose

Nove casi documentati nel rapporto riguardano attività di sorveglianza di massa condotte da attori collegati a Cina, Iran e alcuni paesi dell’Africa occidentale. Un’operazione riconducibile alla Cina ha usato Claude per profilare e tentare di reclutare combattenti uiguri attivi in Siria, costruendo schede su chi avesse ancora familiari nello Xinjiang.

Lo stesso operatore, privo di competenze in lingua araba, ha usato il modello per scrivere messaggi di reclutamento in dialetto siriano e per tradurre e correggere le risposte ricevute, oltre a estrarre dati da oltre cento gruppi WhatsApp per individuare le persone con legami familiari nella regione. Un’altra rete con base in Cina ha costruito fascicoli dettagliati su cardinali cattolici, leader buddisti tibetani, membri del Falun Gong e pastori cristiani di Taiwan, raccogliendo dati su nascita, spostamenti, attività sui social network e contatti familiari utilizzabili come leva di pressione. Anthropic ha inoltre individuato un’unità di polizia informatica municipale che gestiva un sistema di sorveglianza quotidiana capace di identificare dieci cittadini cinesi come bersagli, tra cui figure del movimento pro-democrazia di Hong Kong e persone interessate a organizzare commemorazioni della strage di Tienanmen.

In Iran due unità collegate tra loro avrebbero usato sedici account Claude per profilare 6.388 cittadini nell’arco di un anno, analizzando oltre 155.000 messaggi pubblicati su X per individuare 39 account riconducibili all’opposizione. Il gruppo si sarebbe appoggiato a un’estensione dannosa per il browser Firefox e a un sistema di gestione dei casi denominato Arman per raccogliere e archiviare le identità individuate.

Missili e droni sviluppati in Yemen e in Cina

Sei casi riguardano lo sviluppo di software per armi convenzionali, distribuiti principalmente tra Cina e Russia, con un caso aggiuntivo in Yemen. Il più esteso coinvolge una cellula con base nello Yemen settentrionale, area sotto il controllo del movimento Houthi, che secondo Anthropic ha usato Claude Code al posto di un intero team di ingegneri missilistici.

Il gruppo lavorava contemporaneamente a tre programmi, tra cui un missile balistico multistadio con un raggio dichiarato superiore ai duemila chilometri e una famiglia di missili denominata R2000, comprensiva di una variante con veicolo plananate ipersonico, tecnologia normalmente associata alle potenze militari più avanzate. Gli operatori avrebbero eseguito più istanze di Claude in parallelo, assegnando a ciascuna istanza compiti specifici di programmazione e di verifica del codice prodotto, e sarebbero tornati a interrogare il modello poche ore dopo il fallimento di un test su un razzo guidato per capire cosa non avesse funzionato.

Gli altri episodi di sviluppo di armi convenzionali comprendono un sistema pensato per intercettare siluri e un progetto di guerra elettronica destinato a disturbare radar e comunicazioni nemiche. A questi si aggiunge un progetto cinese per uno sciame di droni. Anthropic circoscrive il ruolo del modello: gli operatori hanno conservato le competenze tecniche e l’accesso all’hardware necessari ai progetti, mentre Claude ha ridotto il carico di lavoro ingegneristico richiesto, occupandosi di scrivere e correggere codice per componenti che i team conoscevano già a livello teorico. L’azienda dice di non avere prove che la cellula yemenita sia riuscita a produrre un’arma funzionante, pur riconoscendo che diverse richieste sono passate inosservate ai controlli automatici perché gli operatori dividevano i compiti su sessioni separate, evitando che una singola conversazione rivelasse l’obiettivo complessivo dell’operazione.

Aziende cinesi accusate di copiare Claude

Il rapporto accusa sette laboratori con base in Cina, tra cui Alibaba, Moonshot AI, DeepSeek, Zhipu, Xiaomi, SenseTime e MiniMax, di avere condotto quella che Anthropic definisce distillazione illecita, cioè l’uso sistematico delle risposte di Claude per addestrare modelli concorrenti senza autorizzazione.

La campagna più estesa, attribuita ad Alibaba, avrebbe raggiunto quasi tre milioni di scambi al giorno nel momento di massima attività e oltre 151 milioni di interazioni complessive tra maggio e luglio 2026, condotte attraverso più di 3.500 account fraudolenti creati con identità false, indirizzi email usa e getta e carte di pagamento virtuali. Anthropic sostiene di avere reagito su più fronti: ha bloccato gli account coinvolti, ha tracciato le reti di server proxy usate per aggirare le restrizioni geografiche, ha introdotto controlli di verifica dell’identità per gli account sospetti e ha rafforzato i sistemi automatici di rilevamento delle richieste anomale.

La curiosa tempistica del rapporto

Il tempismo del rapporto merita una lettura a parte rispetto ai singoli casi descritti. Anthropic pubblica documenti di questo tipo con cadenza regolare dal marzo 2025, ma la scelta di diffondere l’edizione più dettagliata proprio nei giorni delle dimissioni di Coxon e dell’apertura dell’indagine del Senato colloca l’azienda al centro di un dibattito che riguarda l’intero settore, non soltanto i propri modelli. Mostrare pubblicamente errori e abusi rilevati sui propri sistemi resta una scelta rara tra i grandi sviluppatori di intelligenza artificiale, e Anthropic ne ricava un argomento difensivo proprio nel momento in cui viene accusata da un suo ex ricercatore di sottovalutare i rischi legati alla crescita delle capacità dei modelli.

I casi descritti nel rapporto, dal missile ipersonico progettato in Yemen alla domanda di finanziamento sul virus chikungunya, condividono un tratto comune: in tutti gli episodi il modello ha ridotto il tempo e le competenze necessarie a portare avanti un progetto che gli operatori avrebbero comunque potuto tentare con mezzi più lenti, senza però sostituire da solo il lavoro umano. È lo stesso scarto che il Senato americano sta provando a misurare, chiedendo ad Altman entro il 1° ottobre 2026 conto delle scelte fatte da OpenAI durante i test che hanno coinvolto Hugging Face, mentre Anthropic sembra avere scelto di anticipare le domande pubblicando i propri numeri prima che siano altri a porle.