Usa, Anthropic ha inviato dipendenti alla Nsa per supportare l’uso offensivo di Mythos nel cyberspazio

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La National Security Agency starebbe utilizzando Mythos, il modello di cybersecurity di Anthropic, anche per operazioni offensive nel cyberspazio. Il caso apre una questione di responsabilità che il diritto non ha ancora affrontato.

La notizia pubblicata dal Financial Times, secondo cui la National Security Agency starebbe utilizzando Mythos, il modello di cybersecurity sviluppato da Anthropic, anche per attività offensive nel cyberspazio, è una nuova evoluzione dell’AI legati ad usi militari che negli Usa non lascia ormai giorno libero e continua ad alimentare il dibattito pubblico. Alcuni ingegneri dell’azienda sarebbero stati inviati direttamente presso l’agenzia per supportare l’impiego del sistema, anche se non è chiaro quale sia il loro coinvolgimento nelle singole operazioni offensive.

Non siamo di fronte semplicemente all’adozione di un nuovo software da parte di un’agenzia governativa. Per la prima volta emerge con tale evidenza il ruolo di una società privata di intelligenza artificiale all’interno di una delle strutture più sensibili dell’apparato di sicurezza statunitense.

Il paradosso di Anthropic

La questione assume rilievo particolare perché Anthropic ha costruito la propria reputazione pubblica attorno ai temi della sicurezza e dell’uso responsabile dell’IA. La tensione con l’apparato militare americano era già esplosa nei mesi scorsi. Come si ricorderà, l’azienda aveva rifiutato di garantire al Pentagono un accesso illimitato a Claude, pretendendo che il modello non venisse impiegato per armi autonome letali né per la sorveglianza di massa dei cittadini americani. Il Pentagono aveva risposto designando Anthropic come “supply chain risk”, una misura tradizionalmente riservata a imprese legate ad avversari stranieri, e Trump aveva ordinato a tutte le agenzie federali di cessare immediatamente l’uso dei suoi prodotti, definendo i vertici dell’azienda “leftwing nut jobs”. Anthropic aveva presentato due ricorsi federali, ottenendo la sospensione temporanea della designazione da parte di una giudice californiana, prima che l’amministrazione appellasse la decisione.

È in questo contesto che la notizia dell’impiego di Mythos per operazioni offensive assume una valenza particolare. L’azienda che si era battuta in tribunale per impedire usi militari non autorizzati dei propri modelli ora risulta presente, con propri ingegneri, all’interno della NSA. Il confine tra resistenza etica e collaborazione strategica appare più sfumato di quanto la narrativa pubblica di Anthropic avesse lasciato intendere.

Il paradosso normativo dell’AI Act

Esiste poi una seconda questione, ancora più delicata. Le principali normative sull’intelligenza artificiale, compreso l’AI Act europeo, prevedono ampie esclusioni per le attività di sicurezza nazionale, difesa e intelligence. Proprio gli ambiti nei quali l’IA potrebbe esercitare il maggiore impatto strategico rimangono in larga misura fuori dai meccanismi ordinari di controllo e trasparenza.

Si crea così un paradosso normativo. Mentre imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni sono chiamati a rispettare obblighi sempre più stringenti in materia di trasparenza, gestione del rischio e supervisione umana, i sistemi più avanzati possono essere impiegati in contesti militari attraverso regole molto meno visibili e spesso sottratte al controllo pubblico. Un paradosso che si farebbe bene a non sottovalutare, ad ogni livello, per evitare che in un momento in cui le tensioni geopolitiche sono al massimo ci si possa trovare davanti a spiacevoli sorprese e ad inaccettabili deleghe all’interno dei processi decisionali.

La corsa globale ai modelli offensivi

La vicenda arriva, infatti, nel pieno di una congiuntura storica particolarmente delicata. Stati Uniti, Cina, Russia e altre potenze stanno investendo miliardi nello sviluppo di modelli capaci di individuare vulnerabilità, analizzare infrastrutture critiche e automatizzare attività di sicurezza informatica. Secondo gli esperti, nei prossimi mesi emergeranno nuovi modelli analoghi, anche dalla Cina, seppure Mythos sembra essere, per ora, lo strumento più avanzato disponibile in questo campo.

Per questo il caso va osservato oltre la dimensione della cronaca. Potrebbe rappresentare uno dei primi esempi concreti di una nuova fase storica in cui le aziende che sviluppano intelligenza artificiale non saranno soltanto protagoniste dell’economia digitale, ma diventeranno attori strategici delle politiche di difesa degli Stati. Con tutti gli interrogativi, per ora senza risposte, che un cambiamento del genere lascia sul campo.