Cybersicurezza e IA, la Commissione europea fissa la data del piano d’azione

Tempo di lettura: 2 minuti

La Commissione europea presenterà il 7 luglio il piano d'azione su cybersicurezza e intelligenza artificiale, con l'obiettivo di mettere in comune le risorse dei 27 Stati membri e di ENISA. L'iniziativa segue il rilascio limitato di Mythos da parte di Anthropic e riguarda direttamente le imprese digitali europee che dovranno orientarsi nel nuovo quadro di cooperazione.

La Commissione europea lavora a un piano d’azione che mette insieme cybersicurezza e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di capire quanto le regole già esistenti nell’Unione riescano a intercettare i rischi legati ai sistemi più avanzati. L’iniziativa nasce in un momento in cui il dibattito sulla sicurezza digitale si intreccia sempre più con quello sullo sviluppo dei modelli di IA. L’esecutivo comunitario intende offrire una cornice comune a 27 Stati membri spesso chiamati ad affrontare minacce simili con strumenti diversi.

Il piano della Commissione europea atteso per il 7 luglio

Il documento sarà presentato il 7 luglio e arriva dopo settimane di discussioni sui rischi legati ai modelli di intelligenza artificiale più avanzati.

Il piano nasce in particolare dopo il rilascio di Mythos, il modello firmato da Anthropic con capacità informatiche fuori dal comune, reso disponibile soltanto a un gruppo selezionato di organizzazioni. L’azienda americana ha scelto di limitarne volontariamente la diffusione, giudicando il sistema troppo potente per un rilascio su larga scala senza adeguate misure di controllo. Una decisione che ha acceso l’attenzione di governi e aziende tecnologiche su entrambe le sponde dell’Atlantico, spingendo Bruxelles a chiedersi come muoversi davanti a strumenti capaci di individuare vulnerabilità informatiche con una rapidità che fino a poco tempo fa sembrava impensabile.

La posizione di Despina Spanou sulla diffusione dei modelli avanzati

Despina Spanou, vicedirettrice generale della DG Connect, ha affrontato il tema martedì durante la conferenza sulla politica tecnologica organizzata da Euractiv.

Per il mondo della cybersicurezza, ha spiegato Spanou, l’arrivo di modelli di intelligenza artificiale capaci di scoprire vulnerabilità con questa efficacia era già nell’aria, frutto di una traiettoria tecnologica osservata da tempo dagli specialisti del settore. Le modalità con cui Mythos è stato effettivamente immesso sul mercato, con un accesso volutamente ridotto a poche realtà selezionate, hanno invece sorpreso gli osservatori europei. Questa scelta ha lasciato per settimane le autorità del continente fuori dal perimetro di chi può testare in concreto le capacità del sistema, alimentando un dibattito sulla necessità di strumenti condivisi per valutare rischi di questo tipo prima che diventino patrimonio comune del mercato.

Il piano allo studio punterà a mettere in comune le risorse dei 27 Stati membri e dell’agenzia europea per la cybersicurezza ENISA, costruendo una base condivisa di competenze tecniche su cui far convergere gli sforzi nazionali. Spanou ha collegato l’iniziativa al pacchetto sulla sovranità tecnologica presentato nelle settimane precedenti, definendo Bruxelles preparata a scenari di questo tipo.