Un’azione collettiva da due miliardi di sterline è stata depositata a Londra contro Apple. Il ricorso, presentato davanti al Competition Appeal Tribunal, riguarda il funzionamento della App Tracking Transparency e coinvolge migliaia di sviluppatori britannici che accusano l’azienda di aver applicato regole diverse a seconda che si trattasse dei propri servizi o di quelli dei concorrenti.
Come funziona la App Tracking Transparency
Il meccanismo contestato risale al 26 aprile 2021, quando Apple ha introdotto un obbligo di doppio consenso per le app di terze parti che vogliono tracciare gli utenti su altre applicazioni e siti web.
Secondo il ricorso presentato da ATT Collective Action Limited, questo vincolo non è mai stato esteso ai servizi pubblicitari sviluppati direttamente da Apple, che avrebbero così potuto continuare a raccogliere dati con procedure meno stringenti rispetto a quelle imposte agli sviluppatori esterni. A guidare l’azione legale è Ann Pope, economista con un passato da direttrice antitrust presso la Competition and Markets Authority britannica, oggi assistita dallo studio legale Hausfeld, già protagonista nel 2025 di un precedente risarcimento da due miliardi di dollari ottenuto da Apple davanti allo stesso tribunale su iniziativa della paladina dei consumatori Rachael Kent. Pope sostiene che la tutela della privacy resti un principio importante, ma debba applicarsi con criteri uniformi tra piattaforme e sviluppatori, senza consentire a un’azienda dominante di scrivere regole che non rispetta essa stessa.
Le cifre e il contesto europeo
Il ricorso quantifica l’impatto economico della vicenda.
Gli avvocati dei ricorrenti citano la crescita del business pubblicitario di Apple, passato da circa un miliardo e mezzo di dollari nel 2020 a circa sette miliardi e quattrocento milioni nel 2025, un’espansione che attribuiscono in parte proprio all’asimmetria delle regole imposte dall’ATT rispetto ai concorrenti che dipendono dalla pubblicità digitale per sostenere il proprio modello di business.
La vicenda londinese si aggiunge a una serie di interventi regolatori già avviati in altri paesi europei sullo stesso tema: il mese scorso l’autorità antitrust tedesca ha imposto ad Apple di modificare le schermate di consenso, contestando differenze ingiustificate nell’esperienza offerta agli utenti a seconda dell’applicazione coinvolta, mentre Francia e Italia avevano già sanzionato l’azienda per oltre duecento milioni di sterline complessivi, con la sola multa italiana di dicembre 2025 che ha superato i cento milioni di dollari; anche Polonia e Romania hanno intanto avviato accertamenti separati, e nel Regno Unito la Competition and Markets Authority conduce un’indagine parallela sull’ATT dopo aver già attribuito ad Apple lo status di piattaforma con potere di mercato strategico nel settore degli smartphone. Apple non ha fornito una risposta pubblica immediata al nuovo ricorso, dopo aver più volte definito l’ATT uno strumento a tutela della privacy degli utenti.
