Altri tagli in Amazon, stavolta tocca ai negozi, dopo i 30mila già operati. Che ruolo ha l’AI?

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Amazon ha confermato nuovi tagli di personale concentrati nella divisione Stores, che gestisce il sito di e-commerce, per meno di 1.000 dipendenti secondo una fonte citata da Reuters. I licenziamenti riguardano ruoli di assistenza clienti e supporto al marketplace, oltre a posizioni di ingegneria, e seguono i circa 30.000 posti aziendali eliminati tra ottobre 2025 e gennaio 2026.

Amazon ha eliminato centinaia di posti di lavoro nella divisione che si occupa delle vendite al dettaglio, come ha confermato un portavoce dell’azienda nella giornata di mercoledì. A subire il taglio è stato in prevalenza lo Stores, l’unità che sovrintende al sito di e-commerce principale, a distanza di circa un anno dall’avvio di una serie di riduzioni del personale d’ufficio tra le più ampie nella storia della società. Business Insider aveva anticipato la notizia prima della conferma ufficiale.

Quanti dipendenti coinvolge il taglio di Amazon nella divisione Stores

Secondo Reuters i dipendenti interessati sono meno di 1.000, tutti con mansioni d’ufficio, stando a quanto riferito da una persona a conoscenza della vicenda. Nella dichiarazione diffusa dall’azienda il portavoce ha spiegato che alcune parti dell’attività retail sono state modificate perché la nuova struttura dovrebbe aiutare Amazon a raggiungere meglio gli obiettivi prioritari, e ha aggiunto che la società cerca di continuo modi per innovare a beneficio dei clienti. Dentro questo riassetto rientra la decisione, definita difficile, di eliminare un piccolo numero di posizioni. Alcuni dipendenti hanno segnalato riduzioni nell’assistenza clienti e nel supporto al marketplace, oltre che in diversi team di ingegneria. I tagli sono coincisi con i Prime Big Deal Days, la promozione iniziata martedì con sconti di vario tipo e in programma fino a mercoledì, una delle giornate di shopping più rilevanti per la società. La nuova riduzione segue due interventi molto più ampi. Nell’ottobre 2025 Amazon aveva annunciato l’eliminazione di circa 14mila posizioni aziendali, motivandola con la necessità di ridurre la burocrazia, alleggerire i livelli gerarchici e spostare risorse verso le attività prioritarie. Nella stessa comunicazione, il gruppo collocava il cambiamento organizzativo nel contesto della trasformazione prodotta dall’intelligenza artificiale.

Licenziamenti Amazon dall’ottobre 2025 a oggi

Il nuovo intervento segue, dunque, le due ondate di licenziamenti di massa dell’ultimo anno, con 14.000 persone coinvolte a ottobre e altre 16.000 a gennaio, per un totale di circa 30.000 posti aziendali.

A gennaio l’azienda aveva offerto alla maggior parte dei dipendenti statunitensi interessati 90 giorni di tempo per cercare un nuovo ruolo all’interno del gruppo, con un supporto alla transizione per chi non lo avesse trovato. In quell’occasione Beth Galetti, vicepresidente senior per l’esperienza del personale e la tecnologia, aveva affermato che Amazon non prevedeva riduzioni di personale su larga scala a distanza di pochi mesi. Nel corso dell’anno la società ha comunque proceduto con alcuni tagli mirati, tra cui quello dell’estate che ha riguardato il personale impegnato sui modelli di intelligenza artificiale proprietari chiamati Nova. Amazon ha inoltre contattato alcuni ex dipendenti, anche tra quelli colpiti dai licenziamenti precedenti, per proporre posizioni aperte in AWS e nelle attività legate all’intelligenza artificiale.

Nello stesso periodo la spesa dell’azienda per le infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale continua ad aumentare. Va ricordato, inoltre, che nel messaggio ai dipendenti del giugno 2025, Andy Jassy aveva descritto l’IA generativa come una tecnologia destinata a cambiare il modo di lavorare dentro Amazon. Aveva indicato applicazioni nell’assistenza clienti, nella programmazione, nella gestione delle scorte e nei servizi ai venditori, prevedendo meno persone per alcune attività e una maggiore richiesta per altre. Il saldo atteso, secondo il manager, era una riduzione dell’organico aziendale. Per cui anche se non è dimostrato un nesso diretto tra i nuovi licenziamenti e l’utilizzo dell’AI, il dubbio che serpeggia tra i dipendenti è più che comprensibile.