Apple avvisa milioni di iPhone nel mondo, mai così tanti utenti colpiti dallo spyware

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Le notifiche di minaccia inviate da Apple il 13 agosto 2026 hanno raggiunto utenti in 110 paesi, con un aumento del 30-40% delle richieste di assistenza registrato da Access Now nei giorni successivi. La nuova modalità di avviso compare per la prima volta direttamente sulla schermata di blocco dell'iPhone, oltre che via email e nell'area account Apple online

Un’ondata di notifiche inviate da Apple lo scorso 13 agosto ha raggiunto utenti iPhone in 110 paesi, avvertendoli di essere stati individuati come bersagli di attacchi spyware mercenari. Nei giorni successivi diverse persone hanno condiviso pubblicamente e privatamente di aver ricevuto l’avviso, alimentando quella che gli esperti descrivono come la fase più intensa mai registrata per questo tipo di comunicazioni da parte dell’azienda di Cupertino.

Perché le richieste d’aiuto sono aumentate così tanto

Mohammed Al-Maskati, direttore del team investigativo di Access Now che gestisce l’helpline dedicata alle vittime di spyware, ha riferito a TechCrunch un numero record di persone che si sono rivolte all’organizzazione dopo l’invio dell’ultima ondata di notifiche.

Questo gruppo include anche chi aveva già ricevuto avvisi simili in passato e ha deciso comunque di chiedere assistenza per la nuova segnalazione, un comportamento che secondo Al-Maskati riflette un livello di attenzione crescente verso il fenomeno. La crescita delle richieste si aggira tra il 30 e il 40% rispetto alle ondate precedenti, un dato confermato anche dalla società di cybersicurezza iVerify, che ha registrato un incremento significativo nelle notifiche rilevate sui dispositivi monitorati. Apple invia periodicamente questo tipo di avvisi a persone che ritiene siano state prese di mira o compromesse da software malevolo tipicamente impiegato da governi, categoria che l’azienda definisce spyware mercenario, e negli ultimi anni ha avvertito utenti in oltre 150 paesi complessivamente. L’ultima ondata risulta la più ampia mai registrata secondo l’organizzazione che la stessa Apple consiglia di contattare in questi casi, e questo elemento spiega in parte perché il numero di segnalazioni pubbliche sia salito così rapidamente nel giro di pochi giorni.

Chi riceve le notifiche e come cambia il sistema di allerta

Tra le persone che hanno ricevuto la notifica figura anche un soldato delle forze armate ucraine impegnato nel conflitto contro la Russia, che ha raccontato di aver inizialmente pensato a una truffa prima di verificarne l’autenticità direttamente con Apple.

Il soldato, che ha chiesto di restare anonimo per proteggersi, ha aggiunto di conoscere altri militari ucraini destinatari dello stesso avviso, descrivendoli come preoccupati dalla notizia. Il Computer Emergency Response Team ucraino non ha risposto alle richieste di commento su questi casi specifici. John Scott-Railton, ricercatore senior di Citizen Lab, ha spiegato che la portata e la varietà geografica delle segnalazioni pubbliche appaiono senza precedenti, aggiungendo che dietro ogni notifica visibile si nasconde probabilmente un numero molto più ampio di vittime mai emerse pubblicamente, parte di quello che ha definito un iceberg di segnalazioni destinate a restare sconosciute. Sia Scott-Railton sia Al-Maskati attribuiscono parte dell’aumento anche al nuovo sistema di notifica adottato da Apple quest’anno, che avvisa gli utenti direttamente sulla schermata di blocco dell’iPhone, nell’app Impostazioni, tramite l’email associata all’account Apple e con un banner al momento dell’accesso al proprio account sul web.

Al-Maskati ha osservato che questo nuovo metodo ha reso più difficile ignorare la segnalazione, aumentando la consapevolezza sulla rilevanza del problema tra chi la riceve. Apple non ha risposto alle richieste di commento su questi dati specifici, mantenendo la linea di riservatezza che caratterizza da sempre le comunicazioni sul programma di allerta. L’azienda continua a raccomandare l’attivazione della Modalità Blocco per chi riceve l’avviso, dichiarando di non essere a conoscenza di casi di compromissione riusciti su dispositivi con questa funzione attiva.