Pony.ai e Uber porteranno a Londra i robotaxi di settima generazione, con i primi test su strada previsti nelle prossime settimane. La società cinese ha dato l’annuncio l’8 ottobre 2026 sui propri profili X e LinkedIn, indicando di voler lavorare con le autorità locali nell’ambito del cosiddetto frontier plan britannico per le prove di veicoli a guida autonoma. Il fondatore e amministratore delegato James Peng ha poi confermato l’intesa a Torino, durante l’evento Wave by Vento, dove ha raccontato la crescita dell’azienda e i piani di espansione internazionale.
Il piano di Pony.ai e Uber per i robotaxi in Europa
Londra diventa la seconda città europea del progetto dopo Zagabria. L’obiettivo condiviso è schierare oltre 2.000 robotaxi di Pony.ai in Europa, con quattro ulteriori città ancora da annunciare.
A Zagabria il servizio commerciale è partito ai primi di aprile, con un operatore a bordo, grazie a un accordo che coinvolge anche Verne e Uber. Pony.ai fornisce il sistema di guida autonoma e il veicolo, un’Arcfox Alpha T5 sviluppata con il costruttore BAIC. Verne gestisce la flotta in loco, mentre Uber garantisce l’accesso alla propria piattaforma di prenotazione. Il 10 settembre Pony.ai e Verne hanno avviato le prime corse di prova completamente senza conducente con passeggeri invitati, lungo un percorso di 22 chilometri che collega la sede di Verne a un distretto d’affari e all’aeroporto Franjo Tuđman. Da aprile la flotta ha percorso oltre 200.000 chilometri e completato diverse migliaia di corse, con una valutazione media di 4,7 su 5 da parte dei passeggeri. Peng ha citato anche il Lussemburgo tra i luoghi in cui l’azienda è già presente.
Quanto costa e dove opera oggi un robotaxi di Pony.ai
Peng ha ricordato che Pony.ai è nata dieci anni fa con l’obiettivo di costruire servizi senza nessuno al volante, una scelta che a suo giudizio rende la mobilità più economica e sicura.
Oggi l’azienda offre corse completamente driverless a Pechino, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen, con una flotta vicina ai 2.000 veicoli. Il primo servizio senza conducente su strade aperte, in un’area di centinaia di chilometri quadrati, è partito a gennaio 2023 con 20 o 25 corse al giorno per veicolo, mentre oggi i passeggeri trasportati ogni giorno sono decine di migliaia. L’ultima versione del veicolo costa tra 35.000 e 40.000 dollari da costruire. Sul fronte dei costi Peng ha indicato la filiera produttiva cinese: il prezzo dei sensori come i LiDAR scende con i volumi, quindi la vicinanza di produttori di LiDAR e fotocamere che vendono grandi quantità al settore delle auto elettriche contribuisce ad abbassare il prezzo finale, insieme ai fornitori di secondo e terzo livello che lavorano su larga scala.
Guardando ai prossimi dieci anni, Peng stima che dal 20-30% a oltre la metà delle corse possa essere affidata a veicoli autonomi, con strade meno congestionate e meno spazio destinato ai parcheggi. Con più auto condivise potrebbe calare anche il numero di vetture vendute ogni anno. Senza il posto di guida cambierebbero inoltre configurazione e interni.
Come Pony.ai sceglie i mercati e perché Londra
Peng ha indicato come obiettivo principale dei prossimi cinque-dieci anni la crescita del numero di città e di veicoli, con ostacoli che riguardano la normativa, l’accettazione degli utenti, la costruzione del marchio e i rapporti con i partner dell’ecosistema. Ha aggiunto che la mobilità è un settore fortemente regolamentato e legato alla sicurezza di passeggeri e utenti della strada, per cui i regolatori procedono con cautela. La scelta dei mercati dipende dalle dimensioni e dalla tariffa media dei taxi, che l’azienda usa come riferimento per i propri prezzi, oltre che da un contesto normativo favorevole e da un partner locale affidabile. Peng descrive Pony.ai come un conducente virtuale: i costruttori producono le auto, mentre piattaforme come Uber e Bolt portano gli utenti. Alle società di gestione delle flotte spetta la manutenzione ordinaria, pulizia e ricarica comprese.
A Londra Uber ha già un altro partner: a settembre la britannica Wayve ha lanciato con la piattaforma il primo servizio robotaxi della città, con un guidatore di sicurezza su ogni auto. Proprietà e gestione della flotta di Pony.ai non sono state definite. Le due società non hanno indicato il numero di veicoli né una data per il servizio ai passeggeri.
