Anche la Cina pronta a chiudere le porte ai suoi modelli AI più avanzati

Tempo di lettura: 3 minuti

Le autorità cinesi hanno incontrato Alibaba, ByteDance e Z.ai per discutere possibili limiti all'accesso estero ai modelli AI più avanzati, inclusi quelli non ancora pubblicati. Il Ministero del Commercio cinese valuta anche di trasformare la fuga o il furto di tecnologia proprietaria in un reato previsto dalla legge sulla sicurezza nazionale.

Le autorità cinesi hanno avviato un confronto con i principali gruppi tecnologici del paese sulla possibilità di limitare l’accesso estero ai modelli di intelligenza artificiale più avanzati sviluppati in Cina. Il Ministero del Commercio ha condotto gli incontri nell’arco delle ultime settimane, coinvolgendo Alibaba, ByteDance e la startup Z.ai, secondo quanto riferito da tre persone a conoscenza dei colloqui. Le misure allo studio riguarderebbero anche i sistemi non ancora resi pubblici, un dettaglio che segnala l’ampiezza delle preoccupazioni interne a Pechino sul controllo delle tecnologie di frontiera.

Le richieste discusse con le aziende tecnologiche

Gli incontri hanno toccato sia i modelli proprietari sia quelli open weight, cioè i sistemi che permettono a chiunque di scaricare e modificare il codice sorgente.

Tra i punti affrontati compare anche l’ipotesi di rendere la fuga o il furto di tecnologia AI proprietaria un reato perseguibile secondo la stringente legge cinese sulla sicurezza nazionale, una misura che aumenterebbe sensibilmente i rischi legali per chi maneggia questi sistemi senza autorizzazione. Gli stessi funzionari hanno discusso la possibilità di introdurre nuovi vincoli su chi può finanziare le startup nazionali del settore, un tema che tocca direttamente gli investitori stranieri interessati al mercato cinese dell’intelligenza artificiale. La portata esatta di queste misure resta ancora da definire e, secondo le fonti citate da Reuters, potrebbe applicarsi soltanto ai modelli futuri, lasciando fuori dal perimetro delle restrizioni i sistemi già distribuiti.

Il contesto delle tensioni tecnologiche globali

I modelli cinesi hanno conquistato una fetta crescente del mercato globale dopo il debutto di DeepSeek R1.

Qwen di Alibaba e Doubao di ByteDance restano tra i sistemi più utilizzati nel paese, mentre GLM-5.2 di Z.ai ha attirato l’attenzione della Silicon Valley per risultati vicini ai migliori prodotti statunitensi a una frazione del costo.

La vicenda si inserisce in una fase di crescente attenzione geopolitica verso l’intelligenza artificiale, alimentata anche dalle scelte di Washington. A giugno l’amministrazione statunitense ha vietato l’accesso ai modelli Fable e Mythos di Anthropic agli utenti stranieri, spingendo l’azienda a disattivarli temporaneamente in tutto il mondo per l’impossibilità di verificare la nazionalità in tempo reale. Le restrizioni su Fable sono state revocate dopo l’introduzione di nuove misure di sicurezza, mentre Mythos resta accessibile solo a un gruppo ristretto di organizzazioni statunitensi considerate affidabili. Pechino, nel corso dell’anno, ha già adottato diverse misure per proteggere le tecnologie sviluppate internamente, tra cui lo stop imposto a Meta sull’acquisizione della startup Manus e nuove regole sul controllo degli investimenti esteri legati a capitali, tecnologia, dati e sicurezza nazionale.