Digital Security Festival 8, Infinito Umano apre al Senato della Repubblica

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Il 14 settembre a Roma, nella Sala Capitolare del Senato, si è tenuta la cerimonia di apertura dell'ottava edizione del Digital Security Festival, dal titolo Infinito Umano. Tredici panel e oltre trenta relatori tra istituzioni, accademia e industria della sicurezza hanno discusso di intelligenza artificiale, cybersecurity, conflitti ibridi e sovranità digitale.

Intro: la lanterna di Diogene.

Ogni giorno, mi sveglio e so che il mondo digitale corre rapidamente…

Siamo forse dei moderni Diogene nel cercare, provocatoriamente, l’umano nel contesto delle tecnologie? Non un umano generico, ancillare alla macchina in quanto in-the-loop o augmented (che fa venire in mente Cyberpunk e quei piccoli effetti collaterali degli impianti…), ma l’umano che non è solo utente o operatore, ma un centro di imputazione di diritti e libertà. Non un “pelle”, ma fatto di quella carne che sa conoscere e vivere il tempo. Questo, nel diaframma della narrazione del DigitalRiff, può essere uno degli spunti che si può cogliere son dalla cerimonia di apertura del Digital Security Festival, oramai alla sua ottava edizione, dedicata all’Infinito Umano.

Il 14 settembre, su iniziativa del Senatore Marco Lombardo, presso la Sala Capitolare del Senato, si sono tenuti tredici panel su Intelligenza Artificiale, cybersecurity, conflitti ibridi e sovranità digitale, con oltre trenta relatori tra istituzioni, accademia e industria della sicurezza. Non si è parlato solo di tecnologia e regolamentazioni, ma di umanesimo digitale nelle sue molteplici accezioni e declinazioni che oggi sono quanto mai necessarie. Cultura e educazione sono stati il fil rouge che forse può esprimere quella lanterna che non solo ricerca ma realizza ed esalta l’umano in tutte le possibilità delle innumerevoli declinazioni tecnologiche. Questo perché il dubbio non è mai mera computazione, così come la ricerca della conoscenza è tutt’oggi mossa da un fuoco sacro che difficilmente potrà essere ricostruito artificialmente. Il pensiero laterale, infine, prevede come premessa anche una possibilità di errore che invece è intollerabile al silicio che, paradossalmente, proprio nell’inseguire certezze ricade in errori fin troppo umani amplificando distorsioni e fallimenti cognitivi.

Outro: umano è chi umano fa.

Il rapporto fra umano e tecnologia è sempre stato al centro del dibattito, probabilmente da quando qualcuno inventò la ruota o scoprì come accendere fuochi. Fuochi attorno ai quali probabilmente si discuteva della neutralità tecnologica, dimenticandosi concetti quali la destinazione d’uso o il fatto che l’abilitatore di ogni tecnologia è e resta sempre l’essere umano sia che la inventi, applichi o utilizzi.

Persino la temibile macchina della fine del mondo del Dottor Stranamore, connotata dall’essere un processo automatico ed irreversibile, è l’effetto di una scelta umana altrettanto terribile che ne ha previsto la sua costruzione, possibilità d’impiego e attivazione. La risposta non può essere certo umanizzare la tecnologia ma indicare, quasi come il bambino che indica che il re è nudo, che è l’essere umano ad abilitare la macchina e non viceversa. Con tutte le inevitabili responsabilità del caso e di vario ordine, che portano alla costruzione e condivisione di etica, diritto e buone pratiche, ad esempio.

Citando Marco Cozzi, Presidente del Digital Security Festival, «Non siamo qui per stabilire se la tecnologia sia buona o cattiva, ma per affrontare il tema del potere e della responsabilità. Se la tecnologia può diventare infinita, la responsabilità non può diventare automatica. L’obiettivo non è la contrapposizione tra uomo e macchina, ma capire come garantire che le decisioni fondamentali rimangano umane».

Evolvendo il concetto, si potrebbe osar dire: che rimangano al servizio dell’uomo.

Confidando però che quell’uomo possa essere annoverabile all’interno della schiera dei giusti.

Stefano Gazzella

Stefano Gazzella

Romano, legalnerd e gattaro. Nel tempo libero: Privacy Officer e Data Protection Officer, perché capire i manualoni è sempre stato facile da D&D scatola rossa in poi. Giornalista freelance, scrive su temi collegati a diritti di quarta generazione, nuove tecnologie e sicurezza delle informazioni per far credere ai più di avere un sacco di tempo libero. Dopo aver coordinato il Comitato Scientifico di Assoinfluencer, di cui è tanto orgoglioso, ora è Consigliere dell’Associazione Creator Economy. Content creator su LinkedIn, è Evangelist del Digital Security Festival.