HubSpot licenzia 660 persone e giura che l’IA non c’entra, mentre in Borsa il titolo crolla

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HubSpot ha annunciato il licenziamento di circa 660 dipendenti, pari al 7% del personale, nell'ambito di una riorganizzazione che riduce i livelli dirigenziali e ridisegna i team di prodotto. La CEO Yamini Rangan ha dichiarato che i tagli non dipendono da efficienze legate all'intelligenza artificiale; il gruppo stima costi di ristrutturazione tra 65 e 75 milioni di dollari.

HubSpot ridurrà di circa 660 unità il proprio organico, pari al 7% dei dipendenti, con una ristrutturazione che elimina alcuni livelli dirigenziali e riorganizza i team di prodotto. A comunicarlo è stata l’amministratrice delegata Yamini Rangan, con un messaggio al personale e un intervento sul blog aziendale. L’azienda di Cambridge, nel Massachusetts, sviluppa software per la gestione dei clienti. Rangan esclude che i tagli nascano dall’uso interno dell’intelligenza artificiale al posto del lavoro umano, ipotesi che respinge insieme a quella di una semplice riduzione dei costi.

Perché HubSpot taglia il 7% del personale

Il consiglio di amministrazione ha approvato il piano il 1° ottobre. La lettera di Rangan ai dipendenti, allegata al documento depositato presso la SEC, l’autorità di vigilanza dei mercati statunitensi, è datata 6 ottobre.

Secondo la lettera ai dipendenti, HubSpot è passata dalla costruzione di software che aiuta i clienti a crescere alla consegna di risultati ottenuti con l’intelligenza artificiale. Rangan descrive questo cambio di impostazione come una trasformazione che investe il prodotto e i prezzi, oltre al modo in cui l’azienda segue la clientela. L’obiettivo è una struttura più piatta, con meno livelli di gestione, per velocizzare le decisioni e avvicinare l’azienda ai dipendenti che svolgono il lavoro operativo. Ogni ruolo è stato valutato in base al peso strategico, alla struttura di gestione, alla capacità di generare ricavi, alle competenze, alla disponibilità di risorse e alla leadership. In agosto la stessa Rangan aveva attribuito all’IA la partenza lenta dell’azienda ad aprile, quando HubSpot stava adattando prodotto e prezzi.

Alcuni investitori temono che l’intelligenza artificiale possa sostituire il prodotto stesso dei fornitori tradizionali di software aziendale. HubSpot vende strumenti di gestione dei clienti alle piccole e medie imprese, una clientela che potrebbe sviluppare internamente applicazioni e funzioni CRM con più facilità delle aziende più grandi, vincolate a requisiti più stringenti di gestione e conformità normativa. Nel dibattito sui licenziamenti del settore compare anche l’espressione AI washing, usata da alcuni dirigenti, tra cui Sam Altman di OpenAI, per indicare le società che attribuiscono all’IA tagli di altra origine.

Titolo in calo e costi della ristrutturazione di HubSpot

Il titolo HubSpot ha perso oltre il 40% dall’inizio dell’anno. Nel corso dei mesi hanno ridotto il personale anche Salesforce e ServiceNow, come ha fatto Atlassian.

HubSpot stima oneri di ristrutturazione tra 65 e 75 milioni di dollari, da contabilizzare in gran parte nel quarto trimestre dell’esercizio 2026. La chiusura dei ruoli interessati dovrebbe completarsi in modo sostanziale entro la fine del primo trimestre dell’esercizio 2027. Le previsioni finanziarie per il 2026 restano invariate. La società non ha diffuso la ripartizione dei tagli per reparto e per Paese. Un portavoce non ha indicato quanti degli interessati lavorino in Massachusetts. Chi lascia l’azienda riceverà un’indennità pari ad almeno 20 settimane di retribuzione base e potrà tenere il computer portatile fornito da HubSpot. Sono previsti inoltre un supporto nella ricerca di un nuovo impiego e altre forme di assistenza nella transizione.