Ofcom, l’autorità britannica per la sicurezza online, ha aperto un’indagine formale su Meta per verificare se la società abbia valutato i rischi di Instants prima di lanciare la funzione su Instagram. L’annuncio è arrivato martedì.
Cosa contesta Ofcom a Meta su Instagram Instants
Ofcom intende stabilire se Meta abbia svolto valutazioni “adeguate e sufficienti” su due fronti: i rischi legati ai contenuti illegali e quelli che riguardano i minori. Instants è stata lanciata a livello globale il 13 maggio 2026 e permette di condividere foto e video ripresi direttamente nell’app di Instagram. I contenuti sono effimeri, come accade su Snapchat: scompaiono dopo la visualizzazione e, secondo Meta, non possono essere catturati con uno screenshot. La funzione si usa dall’app principale oppure da un’applicazione separata che dà accesso più rapido alla fotocamera. Alla base dell’accertamento c’è l’Online Safety Act, il corpo di norme britannico sulla governance online paragonabile al Digital Services Act europeo, che obbliga le piattaforme regolamentate a valutare questi rischi prima di avviare un nuovo servizio o di modificarne il design e il funzionamento.
La valutazione dedicata ai minori scatta per i servizi accessibili ai ragazzi. Instagram rientra nel perimetro, perché i termini di servizio di Meta consentono l’iscrizione dai 13 anni.
Un portavoce di Meta, interpellato da Rapporteur, ha spiegato che la società ha condotto un’analisi dei rischi e ha informato l’autorità britannica su Instants in più occasioni prima del debutto. Tra le protezioni previste ha citato il blocco di screenshot e ricondivisioni, l’impossibilità di inoltrare i contenuti, l’assenza di un feed pubblico e le tutele dei Teen Account. Meta ha aggiunto che collaborerà con Ofcom durante l’indagine.
Cosa rischia Meta e quali altre contestazioni ha ricevuto
L’apertura dell’indagine lascia impregiudicato l’esito, perché Ofcom raccoglierà e valuterà prima le prove. Se l’autorità riscontrasse una violazione, emetterebbe una decisione provvisoria a cui Meta potrebbe replicare prima del provvedimento finale. In quel caso Ofcom potrebbe ordinare alla società di adeguarsi alla legge o di rimediare ai danni causati, con multe fino a 18 milioni di sterline oppure al 10% del fatturato globale qualificante, a seconda dell’importo più alto. George Lusty, direttore dell’enforcement di Ofcom, ha affermato che le modifiche rilevanti alle piattaforme vanno sottoposte a valutazione dei rischi prima del lancio. Meta intanto contesta davanti all’Alta Corte britannica le tariffe e le sanzioni introdotte dall’Online Safety Act.
A luglio la Commissione europea ha contestato in via preliminare a Instagram e Facebook funzionalità di design ritenute illecitamente additive (l’indagine è ancora in corso). Una decisione preliminare di aprile, sempre ai sensi del Digital Services Act, aveva rilevato che le due piattaforme non impedivano l’accesso ai minori di 13 anni.
