Mozilla accusa Microsoft di usare Copilot per portare gli utenti su Edge, contro le loro scelte

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Il rapporto Over the Edge 2.0 di Mozilla sostiene che Copilot apra i link delle risposte nel pannello laterale di Edge anche quando l'utente ha impostato un altro browser come predefinito. Lo studio analizza Windows 10 e Windows 11 nello Spazio economico europeo, nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in India, e rileva che nello Spazio economico europeo Microsoft ha rimosso alcuni modelli oscuri dove si applica il Digital Markets Act.

Copilot, l’assistente di intelligenza artificiale di Microsoft, apre i link contenuti nelle sue risposte in un pannello laterale di Edge anche quando l’utente ha scelto un altro browser come predefinito. A sostenerlo è Mozilla, la fondazione che sviluppa Firefox, nel rapporto Over the Edge 2.0 firmato dai ricercatori indipendenti Harry Brignull e Cennydd Bowles. Lo studio arriva a due anni dalla prima edizione, dedicata alle scelte di design con cui Microsoft orienta chi usa Windows verso il proprio browser, e porta per la prima volta l’analisi sul terreno dell’intelligenza artificiale integrata nel sistema operativo.

Cosa contesta Mozilla a Copilot sul Digital Markets Act

Microsoft è un gatekeeper designato dal Digital Markets Act, il regolamento europeo 2022/1925 che tra gli altri obblighi vieta l’auto-preferenza. Per Mozilla l’integrazione di Copilot con il sistema operativo e con il browser preinstallato dell’azienda potrebbe violare questi requisiti, perché condiziona le scelte degli utenti. Kush Amlani, responsabile della concorrenza dell’organizzazione, ha spiegato a Rapporteur che la ricerca ha individuato diversi modelli oscuri legati all’assistente. Tra questi c’è il reindirizzamento di chi clicca un link inserito nelle risposte dell’intelligenza artificiale, che finisce su Edge anziché nel browser impostato come predefinito. Amlani ha aggiunto che la questione tocca da vicino gli utenti di Mozilla, dato che una parte consistente di loro usa Windows.

Il rapporto stima che le scelte di design dell’azienda possano riguardare oltre 1,4 miliardi di utenti.

Come è stato condotto lo studio su Windows 10 e Windows 11

Over the Edge 2.0 esamina i percorsi di scelta del browser su Windows 10 e Windows 11 in quattro giurisdizioni, cioè lo Spazio economico europeo, il Regno Unito, gli Stati Uniti e l’India. Per l’area europea i ricercatori hanno usato la Germania come riferimento. Le pratiche individuate sono sei, cioè formulazioni ingannevoli, ostruzione, interferenza visiva, preselezione, insistenza e azioni forzate, presenti in quasi ogni fase del percorso dell’utente.

Windows Backup, durante il passaggio da Windows 10 a Windows 11, non conserva in modo affidabile le scelte già fatte sul browser.

Nello Spazio economico europeo i ricercatori rilevano che Microsoft ha eliminato diversi modelli documentati nel primo rapporto, tra cui il pannello di Bing che scoraggia il download di un browser concorrente e le richieste insistenti legate alla configurazione di Windows 10. Mozilla attribuisce il cambiamento alla pressione normativa e sostiene che l’azienda abbia già mostrato di saper rispettare la scelta degli utenti dove le regole lo richiedono. Nei dati sulle quote di mercato riportati dallo studio Firefox è passato dal 5,84% al 6,44%, mentre Mozilla precisa che su Windows Edge è l’unico grande browser ad aver guadagnato quota negli ultimi due anni.