Il governo greco ha accelerato sui piani per vietare l’uso dei social media ai minori di 15 anni, con aggiustamenti già messi in conto per quando il Kids Act europeo verrà adottato. A riferirlo a Rapporteur è stata una fonte dell’esecutivo di Atene. Il divieto ha conquistato il centro della scena politica nazionale in vista delle elezioni del 2027 e viene considerato una priorità dal primo ministro Kyriakos Mitsotakis.
Cosa prevede la bozza di legge greca sul divieto dei social media
Il governo di Nuova Democrazia ha condiviso giovedì con i propri deputati una bozza di legge, pensata per velocizzarne l’approvazione.
Il testo greco prevede un divieto generalizzato per tutti i bambini sotto i 15 anni, senza alcuna distinzione tra fasce d’età, come ha precisato la fonte governativa. Il Kids Act europeo, annunciato a settembre dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, adotta un’impostazione diversa. La proposta di Bruxelles vieta infatti l’accesso alle piattaforme ai minori di 13 anni e consente a chi ha 13 o 14 anni di usarle sotto la supervisione dei genitori. Quando il regolamento europeo entrerà in vigore, la legge greca smetterà di applicarsi in automatico. Kids Wallet, l’applicazione digitale di punta della Grecia per la verifica dell’età, sarà facoltativa per i gestori delle piattaforme.
Quali Paesi europei stanno introducendo divieti nazionali sui social
Con questa mossa Atene si aggiunge ai Paesi dell’Unione che discutono limiti nazionali ai social per i minori. A settembre un alto funzionario della Commissione europea ha indicato che sei Stati membri hanno notificato divieti nazionali e che altri quindici intendono farlo, a sostegno della necessità di regole valide in tutta l’Unione.
Le soglie d’età cambiano da un Paese all’altro, quindi l’accesso ai social potrebbe frammentarsi all’interno dell’Unione. La Francia ha rivisto a settembre la propria proposta dopo la bocciatura di un primo tentativo da parte dell’autorità costituzionale del Paese. La nuova versione ricalca in larga parte l’approccio europeo per i minori di 15 anni e consente ai ragazzi tra i 13 e i 15 anni di accedere alle piattaforme con il consenso di un genitore o di un tutore. L’Austria ha invece notificato a luglio alla Commissione la propria legge, approvata dal parlamento, che vieta ai minori di 14 anni l’accesso alle piattaforme di condivisione video quando danneggiano il loro sviluppo e li espongono a contenuti dannosi. Bruxelles dovrebbe pubblicare entro la fine di ottobre una valutazione formale sulla compatibilità della norma austriaca con il diritto europeo.
